Argomenti sparsi visti con gli occhi di "uno di destra"
Quando c'è da sedersi a tavola, non manca nessuno. Niente contro-gite, niente polemiche, ma grande entusiasmo ed unità di intenti, disponibilità ad ascoltare le ragioni degli alleati, clima disteso e sereno.
L'orda del dopolavoro governativo ha preso d'assalto San Martino in Campo ed i suoi gustosi buffet. L'unica concessione alla vanità è di Francesco Rutelli che arriva per ultimo, come Vanda Osiris, ma con appena 25 minuti di ritardo sul previsto, anche perchè farsi attendere oltre avrebbe significato trovare i vassoi con i voul-a-vent desolatamente vuoti.
Romano Prodi, che ha lavorato duramente per organizzare questo week-end lungo fin dal giorno della fiducia alla Camera, consegna a tutti i partecipanti il programma della convenscion: un agile volumetto di 750 pagine, redatto in fretta e furia da "MangiarePer", con 200 pagine di allegati interamente destinati alla descrizione del menu.
Tra i pochi in cravatta Padoa Schioppa, uno che ci crede ancora alle cose serie e che non ha compreso che, di serio, c'è solo l'intento di fare una scampagnata come Dio comanda. Prodi conta con soddisfazione i partecipanti e lascia trasparire un gesto di soddisfazione quando si rende conto che i coperti sono esattamente quelli previsti picchiandosi un pugno sul palmo dell'altra mano.
"Visto, siamo una squadra compatta" sussurra sottovoce a Amato che, in qualità di Ministro degli Interni, ha appeno finito di riordinare le stanze.
Di Pietro, consumato gaffeur, urla che qualcosa di buono il centro destra l'ha fatto, ma nessuno capisce se si tratti del salame che tiene in mano o del piano delle infrastrutture. Nel dubbio, la faccenda viene lasciata cadere nel vuoto e si evita l'ennesimo incidente.
Prodi inizia la sua relazione con un imprevisto: "Noi dobbiamo dare l'esempio. Lasciate stare il frigobar!" che suscita più di un commento sfavorevole, specie tra chi si è tenuto a stecchetto per l'occasione già da qualche giorno.
La relazione è biascicata e confusa, come se
mpre, tanto che Pecoraro Scanio attacca a ridere incontrollatamente fino a quando Livia Turco, con tono seccato, gli ricorda l'opportunità di mantenere un certo tono, tanto più che non si trova ad un funerale. Contrito, Pecoraro tenta di argomentare che la relazione era quasi finita, ma nessuno gli fa sconti. Per punizione, vien fatto sedere accanto a Mussi che, in omaggio ai suoi omonimi in dialetto veneto, sta già all'angolo dei cattivi con il cappello orecchiuto dei discoli.
Dopo due ore di discorso, più o meno a metà della relazione, Bianchi salta sulla seggiola e, a pugno chiuso e con gli occhi stralunati, spara un "Hasta la victoria, siempre!" che si sovrappone al delicato passaggio sulla voglia di cambiamento di cui stava disquisendo Prodi. Solo in quel momento ci si rende conto degli auricolari e i commessi strappano il walkman al Ministro estraendone un nastro da 120 minuti importato illegalmente da Cuba.
"Chi è quello lì?" - chiede Prodi. "E' un Ministro" gli fa eco la sala in coro. Lo chiamano un Ministro perchè nessuno si ricorda di cosa. "Forse Trasporti, ma non sono sicuro" dice Mastella che, nel frattempo, continua a molestare la Melandri con la scusa che tanto con l'amnistia, se anche lo denuncia, al gabbio non ci va.
Prodi riprende a parlare senza perdere il filo. I suoi discorsi hanno il vantaggio di essere palindromi: anche letti al contrario, mantengono lo stesso significato, cioè niente.
Finalmente, verso le 21, scatta l'ora della cena. Di Pietro, mentre gli altri salgono in camera per una rinfrescatina, è già a tavola con il bordo della tovaglia infilato nel colletto della camicia ed una posata per ogni mano. Sono i momenti in cui si rammarica più intensamente di non poter fare di più.
La tavola si arricchisce di commensali, ma nessuno vuole sedersi accanto alla Bindi, come alle medie. Rosy osserva la tavolata chiedendosi come mai sul suo lato ci sia tanto spazio disponibile e sull'altro, invece, stiano stretti come sardine. Per tutta la sera il dubbio la attanaglierà.
Damiano, in evidente difficoltà con il galateo, fa sparire una decina di forchette e tranquillizza il cameriere dicendo che per lui, che è proletario, non serve reintegrare l'intero apparato. Il cameriere finge di credergli, ma dà disposizioni per una perquisizione personale a fine serata. Solo più tardi, le posate verranno ritrovate in una fioriera e il Ministro sarà rilasciato dal personale della sicurezza con molte scuse.
Prima dei supplì, la Bonino si alza e prova una tirata sull'intollerabile sopruso ai danni della Rosa nel Pugno dovuta all'applicazione errata della legge elettorale che ha impedito la presenza di un secondo Ministro di area radical-socialista.
Incassa soltanto lo sguardo irato di D'Alema che le ribatte un "Dio bonino, Emma..." al quale la battagliera biondocrinita reagisce con un sorriso: "Va bene, Massimo. Era meglio Dea Bonino, ma non facciamo del vetero femminismo, almeno stasera".
La cena si anima, la Melandri ha il suo da fare a difendersi da Mastella che ha le mani ovunque: nel piatto, nei vassoi e addosso a lei. Prodi tira su il brodo accompagnando ogni sorsata dal cucchiaio con il rumore tipico dell'idrovora.
Le polemiche si spengono definitivamente dentro un bicchiere di sorbetto al limone. Prodi tira su anche quello, con la cannuccia, e si compiace delle risate che gli vengono indirizzate dal resto della squadra.
Quando tutti sono sazi, la domanda "A chi porto il conto?" ottiene lo scopo di ridurre la combriccola al silenzio. Mastella fa lo splendido, si offre, ma l'oste non si fida.
Con un gesto rapido, evita il Ministro della Giustizia e si avvicina a Padoa Schioppa.
"Ci pensa Lei, Signor Ministro?"
"Certo, lasci pure qui!"
"Grazie, farebbero 20.000 euro...."
"Le farò sapere" - borbotta - "mi lasci il tempo di concludere la due diligence, ma onoreremo gli impegni".
"Dai, stupiamolo!" fa Prodi sbirciando la fattura.
Visco raccoglie la sfida e propone di aumentare le tasse all'oste di 25.000 euro sostenendo che, sebbene non sia una priorità, si può scrivere nel programma e in più avanza anche qualcosa.
Il convivio approva all'unanimità. L'oste si offre per un concordato (i condoni non si fanno più) e baratta uno sconto di 5.000 euro con un giro di superalcolici offerto dalla casa. Bianchi e Damiano ordinano il rhum servito nei peggiori bar di Caracas.
Quando la sala si svuota e tutti, tranne Di Pietro che sta ancora al secondo, sono andati a dormire, l'oste si accascia su una seggiola.
"Cos'hai da essere contento?" - gli chiede uno dei camerieri - "Ti hanno appena scippato 20.000 euro".
"E' andata bene perchè mi hanno confermato che domani partono. Pensa che, mentre salivano le scale, avevo capito che volevano restare cinque anni"
(Nella foto, dettaglio degli avanzi)
Nota: oggi due post, crepi l'avarizia
Il diritto di critica è concesso senza problemi. In fondo, non è neanche una critica troppo severa;-)
Mthrandir
Posso esercitare il diritto di critica? Molto divertente, forse un po' troppo lungo.
Ma la battuta:
"Mastella fa lo splendido, si offre, ma l'oste non si fida" è fenomenale.
Complimenti da uno che vede le cose da sinistra...
Cima
Thanks, ma resta il dubbio se il complimento sia per me o per Mastella. Questo silenzio sulla precisazione è angosciante;-)
Mthrandir
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alle 09:35
giogio
DIFFONDETE A TUTTI lettera a Prodi
Caro illusssstrrrissimo professore,
finalmente possiamo concedere al nostro padrone signor Rothshild le aziende direttamente. E' finito il tempo in cui si usavano varie catene di prestanome, adesso il padrone ordina al cameriere ed il cameriere per paura di prendere sculacciate sul popò esegue.
Mi immagino la scena del cameriere che con i guanti bianchi pulitissimi - attento a non averli sporchi - si presenta a corte. Non si avvicina mai a più di cinquanta metri e con la testa abbassata riceve ordini.... sisignore sarà fatto signore immediatamente signore subito signore scusi signore posso...SILENZIO!!! scusi signore. Torna a casa e si presenta davanti alla Tv ed i suoi amici e conoscenti credono che sia un grande ma lui internamente conosce soltanto queste parole: sissignore scusi signore come vuole signore agli ordini signore certamente signore mi perdoni signore come vuole signore. Sissignore ALITALIA SUBITO signore TELECOM SUBITO signore FIAT SUBITO signore. Grazie signore mille grazie signore servo vostro signore agli ordini signore lunga vita al signore. Mi permette signore.... SILENZIO!! scusi signore. Non parlo mai più signore mi dica signore cosa desidera signore faccio tutto signore ha la camicia fuori posto signore gliela stiro signore servo vostro signore sotto i piedi signore grazie tante signore tante grazie signore mi vuol bene signore.... SILENZIO!! non oserò mai più tanto signore servo vostro signore grazie tante signore.
Inviatela tutti a a Prodi al sito: http://www.romanoprodi.it/contatti/caro_romano.html
N.B. per chi non lo sapesse Rothshild è il banchiere Ebreo + potente in assoluto.... Prodi, Schioppa, Draghi sono sempre stati impiegati dalla sua banca Goldman Sachs. I suoi uomini sono anche ai vertici del ministero del tesoro USA. Il suo nome non compare mai, ma è lui - insieme a pochissimi altri - che detiene il potere dell'economia mondiale.