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I coccodrilli di Cana

Mthrandir avatar Lunedì 31 Luglio 2006, 18:00 in Il Mondo ci osserva di Mthrandir

Erano tanti quelli che attendevano con ansia che Israele cascasse sull'inevitabile, e cioè che durante uno degli innumerevoli raid aerei arrivasse a commettere il padre di tutti gli errori. L'attesa è stata premiata, ma si trattava di una scommessa anomala perchè il rischio che non accadesse non c'è mai stato, e adesso piangono le lacrime dei coccodrilli dopo aver fatto indigestione di retorica e di mistificazioni.

Tanto per cambiare, strumentalizzando i cadaveri, proprio in perfetto stile Hezbollah, cioè quello di chi rivendica il ruolo di Difensore della Fede e poi si nasconde dietro ai civili, quando non li ammazza direttamente.

E' chiaro che nessuno può essere felice di quanto successo a Cana (e nessuno può esserlo quando si mette mano alla pistola), ma la corsa a chi esprime la condanna più netta o mostra il dolore più profondo mi sembra una delle più feroci ipocrisie a cui si sta assistendo. Magari c'è qualcuno anche sincero, ma la stragrande maggioranza dà la triste idea di commuoversi in modo eccessivamente selettivo: e se la commozione diventa selettiva, difficilmente può essere onesta.

La verità è che è troppo facile strumentalizzare il fatto escludendo dalla condanna la barbarie di chi usa i civili come sacchi di sabbia nè si può dimenticare che molti tra questi "non combattenti" si prestano a dare ospitalità alle katiusha che non mi risulta lancino coriandoli.

Tutto questo non significa che Cana sia stato un atto eroico e che Israele non abbia le sue colpe: le ha, sono gravi e non saranno certo le scuse diplomatiche a cancellarle. Ma non è per questo che si può saltare il fosso così allegramente e addossare l'intera responsabilità della situazione attuale solamente, o principalmente agli israeliani.

Perchè se condanna ci deve essere, allora la condanna la si emetta per i fatti di Cana, ma si gridi altrettanto forte che Hezbollah è un movimento illegale (dovrebbe essere disarmato dal 2000), che la sua mission è illegale e che le sue tecniche di guerriglia non sono molto più etiche delle azioni aeree di Tel Aviv.

Ma il punto, probabilmente, non è più nemmeno questo. Forse la discussione sui metodi è già acqua passata perchè sarebbe ora di fare lo sforzo di capire se la confllittualità con il fondamentalismo islamico sia ancora qualcosa che si possa gestire diplomaticamente o se, al contrario, la deriva del muro contro muro sia inevitabile.

Per quanto mi è dato di vedere, l'impressione è che dall'altra parte, perchè io sto di qua, la ricerca del compromesso semplicemente non ci sia: vogliono un accordo esclusivamente alle loro condizioni, e cioè la nostra sparizione.

Infatti, non si hanno notizie di trattative tra modCrocodile erati per il semplice fatto che i moderati, di là, non ci sono. Si badi bene: sto parlando del fondamentalismo islamico, non del mondo arabo intero. Allora, se questa è la situazione, bisogna decidere cosa fare. O si comunica pesantemente al mondo arabo (e qui non parlo del solo fondamentalismo islamico) che non si fanno più sconti neanche ai fiancheggiatori e che, anzi, chi sostiene gli islamofascisti verrà considerato alla stessa stregua loro, oppure si accetta questa lunga agonia e ci si rassegna al processo di assimilazione. Che non sarà, come pensano le anime belle, la loro assimilazione alla nostra cultura, ma il progressivo disfacimento della nostra che la pancia piena ha reso troppo generosa nei confronti altrui.

La cosa sorprendente, ma solo in parte, è che sia proprio la sinistra ad essere così disposta a comprendere le ragioni del terrore. Oramai lo sanno anche i muri che la loro simpatia per certi metodi sia un antico retaggio della loro storia, ma, sempre i muri, sanno anche che da noi, e per sessant'anni, hanno tentato di costruire la loro legittimazione proprio sulla Resistenza alla volontà di potenza. Un minimo di coerenza con i loro falsi miti vorrebbe che rimettessero al collo il fazzoletto rosso e tornassero in montagna a cantare "Fischia il vento". Il problema, però, è che quei pochi che ci andarono allora lo fecero in stragrande maggioranza spinti dagli stessi ideali che oggi spingono Hezbollah. Era un Dio laico, certo, ma come quello dei miliziani libanesi assolutista e antidemocratico.

In quest'ottica è più facile capire perchè facciano fatica: si tratterebbe di resistere a se stessi.

Logomth_132

(Nella foto, un commentatore politico a riposo dopo il pasto)

Cana, Libano, Israele
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2 commenti
2
01 Ago 2006
alle 09:35

Mthrandir

Già... potresti renderti raggiungibile, ad esempio. Un bacio anche a te;-)
Mthrandir

1
01 Ago 2006
alle 09:32

Tintallie

ciao un bacio salato da anzio!
:-)

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