Argomenti sparsi visti con gli occhi di "uno di destra"
Il Ministro degli Esteri del nostro Paese ha delle curiose convinzioni che ha esposto ieri alla Camera e che, si spera, siano state ignorate dal resto del mondo perchè, ad essere sinceri, non gli fanno fare una grande figura.
Non che da lui e da questo simulacro di governo si aspettino granchè, ma un conto è tenere la comunità internazionale nel dubbio che le loro politiche siano un tantino fuori strada e che le loro simpatie siano formalmente equivicine, e nei fatti equilontane, ad Israele, un altro, e ben diverso, è sbattere in faccia a tutti la totale inadeguatezza di questi signori a trattare materie così delicate.
La sproporzione, in effetti, è quella di D'Alema con il Ministero che occupa, prima ancora che della reazione israeliana a Hezbollah. In questo deficitario rapporto geometrico, occorre dirlo, D'Alema è in ottima compagnia visto che il Presidente del Consiglio, del quale è anche vice, è la dimostrazione che la disarmonia possa toccare distanze ancora maggiori.
Ma restiamo alla relazione di Baffino alla Camera perchè è un autentico capolavoro di andreottismo della peggior specie, sia nei contenuti, sia negli obbiettivi.
E' chiaro che, con la maggioranza che si ritrova alle spalle, D'Alema non potesse esimersi dal recepire, neppure troppo velatamente, le istanze del pacicomunismo dei vari Giordano e Diliberto provando a non scontentarli troppo, ma è altrettanto chiaro che certi giudizi sono direttamente ascrivibili alla personale storia di quest'uomo.
Il riferimento alla sproporzione della reazione, che è quello che è saltato agli occhi di tutti, è il più immediato, ma l'incaponimento sulle forze di interposizione dell'ONU, e sul loro mandato a non usare la forza, viene tutto dal suo passato alle Frattocchie. L'amore per il supposto ecumenismo dell'ONU, sul quale dall'estrema sinistra non sono nemmeno disposti a giurare, e l'assunto fondamentale che un tizio con il casco blu possa mitigare l'oltranzismo di Hezbollah con la sola presenza sul campo sono vecchie passioni che non si scordano mai. Un po' come la prima fidanzatina: strana creatura ideale che, lasciata la realtà dell'ingenua adolescenza, viaggia dritta nel mito della memoria di ognuno a dispetto delle evidenti prove contrarie. Se l'analisi resta su questi piani, quelli dell'utopia e dell'ideologia, siamo in una botte di ferro. E infatti, la deduzione che il presidio militare della propria sicurezza vada contro gli interessi di Israele stesso è un passaggio che si spiega soltanto dopo una robusta bevuta.
Ma ci sono altre affermazioni che meritano una riflessione. Si continua a parlare di legittimità e di diritto all'autodifesa, ma si trascura il fatto che, oggi, non è in gioco la necessità di difendersi da parte di un Paese, ma quella di rivendicare il diritto di esistere.
Mi sembra siano due faccende un tantino diverse. Gli attacchi ad Israele arrivano da Hamas e da
Hezbollah, non dal circolo del bridge di Oxford. Sono due organizzazioni che hanno una mission precisa: la distruzione dello Stato di Israele. E dietro di loro, soldi e armi vengono da Siria e Iran, anche se D'Alema trova che sia difficile rintracciare le prove. E' vero, intercettazioni telefoniche non ce ne sono, ma volendo prendersi un rischio calcolato di sbagliare si può anche presumere che le cose stiano in questi termini. E si tratterebbe di una presunzione non contrastante con le esigenze del garantismo a geometria variabile.
In una situazione del genere, disquisire dei danni alla centrale elettrica di Gaza mi sembra il segnale di una certa incapacità di mettere a fuoco il problema principale. Certamente esiste anche l'alibi delle vittime civili dietro alle quali si nascondono abilmente i relativisti a senso unico, in questo imitati per una strana coincidenza dai militanti di Hezbollah che i civili li usano come sacchi di sabbia a protezione delle trincee senza che nessuno emetta un fiato. Ma è un alibi, perchè se così non fosse bisognerebbe piangerle tutte le vittime, ivi incluse quelle che si contano sugli autobus di Tel Aviv.
Ora, non che qualsiasi cosa faccia Israele sia per definizione giusta, ma ci sono occasioni in cui mettere la capoccia sottoterra può essere pericoloso. Questo mi pare il caso odierno e mi pare anche il momento di abbandonare il realismo per mettere la questione su un piano del tutto diverso. Bisognerebbe dirsi chiaramente che l'Iran e la Siria sono un problema, non interlocutori ai quali chiedere una mediazione, che l'integralismo terrorista, comunque organizzato e comunque arrivato al potere, è un problema e non la legittima manifestazione del disagio di un popolo e che la reazione, anche durissima, è non solo legittima, ma doverosa.
Il clima che si vorrebbe creare, invece, assomiglia molto a quello della Monaco del 1938. Anche in quel caso si confusero interlocutori e problemi con i risultati che tutti hanno visto. Sopra tutti, gli Ebrei. Loro non l'hanno dimenticato e sarebbe bene che non lo dimenticassimo nemmeno noi.
(Nella foto, alcuni dei partecipanti alla Conferenza di Monaco. 1938)
certo sempre e comunque : povero Israele. Israele guarda caso, dove si gira, crea danni, morte e distruzione. Si parla dei due bambini morti israeliani, mi domando in quei 300 e passa morti libanesi, quanti siano bambini. La vostra ipocrisia israelemaniaca ha veramente superato il limite. Il problema della comunità araba è israele e questa maledetta guerra irachena è colpa di Israle. Vuoi smentirmi questo Mthrandir?
Te lo scrissi tempo fa che del tuo blo mi piaceva tutto tranne questo tuo filoatlantismo esasperato.
Rosario, solo uno molto distratto non avrebbe intuito che di questo sto parlando. E' più grave che nel discorso di D'Alema non compaiano i nomi Siria e Iran, almeno non nel senso in cui si sarebbe dovuto. Io sono uno scribacchino e posso dare per scontate alcune cose, lui è ministro degli esteri. Minuscolo;-)
Mthrandir
Nel post non appare praticamente mai la parola Libano. Israele ha bombardato e sta bombardando tutto il Libano. Se la prendesse coi soli Hezbollah, farebbe un favore ai libanesi ma anche e soprattutto a sé stesso.
Se vuoi farti una ripassata di storia passa da me, ne scoprirai di belle! :-)
@ demetrio: non chiederlo a me. Magari sono io che sono fuori di testa...;-)
Mthrandir
Era una considerazione ironica, Gilgalad. Le prove non le vedono solo D'Alema, Giordano, Diliberto e compagnia cantante. Non perchè non ci siano, ma perchè non le vogliono vedere.;-)
Mthrandir
Concordo su tutto.....
Che tristezza questi politici sono gente senza cultura e senza spessore....sono veline di carta anche se poi mi domando ma chi li vota...cosa ha nella zucca???
Post perfetto, hai ragione quasi su tutto. L'unico appunto che ti posso fare è riguardo ai rapporti tra Hezbollah, Siria e Iran, tu dici che non esistono prove certe ma che si può intuire... Ti assicuro che esistono montagne di prove, che dimostrano in modo certo questo rapporto strettissimo.
Libretto d'istruzioni del Bonus famiglie: chi ne ha diritto, quant'è e come fare p…
La Social Card di Tremonti. Scopri chi ne ha diritto e scarica i moduli per richie…
Ho 30 anni, un master e non trovo lavoro. Sai che me ne frega della crisi dei merc…
Ecco il test on line per scoprire se hai diritto al bonus famiglia (e a quanto amm…
C'è grossa crisi. Tutti vogliono la social card
alle 12:19
Mthrandir
Peppe, è il bello della democrazia. Ognuno ha le sue opinioni ed è libero di esprimerle. Ma veniamo al nocciolo della questione. Ho scritto chiaramente:
"non che qualsiasi cosa faccia Israele sia per definizione giusta"
e mi pare di essere stato chiaro. Sulla vicenda attuale, però, vorrei sottoporto la seguente riflessione.
L'Iran, che foraggia Hezbollah, era sotto fortissima pressione per via del nucleare. Casualmente, vengono rapiti IN TERRITORIO ISRAELIANO, due militari da Hezbollah la quale, non paga, insiste nel lanciare DAL SUD DEL LIBANO, razzi a pioggia SUL TERRITORIO DI ISRAELE. Dunque, cosa avrebbe dovuto fare Tel Aviv secondo te? Non ci vedi un minimo di premeditazione nell'organizzare questa faccenduola al fine di dare respiro ai mandanti veri, cioè all'Iran? Aggiungiamoci che, se si insiste a chiedere il rispetto delle risoluzioni ONU ad Israele, allora si dovrebbe fare altrettanto con il Libano ed Hezbollah perchè la 1559 prevede il ritiro di Hezbollah dal sud del Libano e il suo disarmo. Dal 2000, non da giovedi scorso. Vogliamo parlare dello statuto di Hezbollah? Insomma, un paese ha il diritto di sopravvivere e di reagire quando attaccato in modo così aperto. Prova ad immaginare se fosse successo qui. Se lanciassero razzi su Gorizia dopo aver rapito due nostri militari in territorio italiano, secondo te dovremmo fare finta di nulla? Chiudo con un'ultima considerazione. Israele non ha sempre ragione, ma è l'unica democrazia che si veda lì in giro. Io so da che parte stare perchè sto solo da quella della democrazia. Chi discute con il tritolo non mi interessa. Nota: le vittime sul territorio di Israele sono, in larga parte, arabi. Arabi israeliani, ma arabi. Quali sono gli interessi veri di Hezbollah e dei suoi padrini?;-)
Mthrandir