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L'OPA ostile del Vaticano

Mthrandir avatar Martedì 12 Settembre 2006, 16:16 in Moderna Controriforma di Mthrandir

Dalla natìa terra di Germania, Benedetto XVI, al secolo Josef Ratzinger, propone la sua analisi dell'attuale situazione di conflitto tra occidente e mondo arabo per arrivare ad una ricetta che sembra più votata alla terminazione del paziente che alla sua guarigione.

Sono parole che hanno bisogno di essere digerite, prima di essere commentate, per evitare il rischio di cedere alla tentazione di cadere nella risposta virulenta.

Secondo Lui, la colpa dello scontro sarebbe dell'occidente, troppo emancipato dall'influenza divina ed eccessivamente cinico nei confronti del sacro: un atteggiamento che "spaventa" chi in Dio crede ciecamente, non solo perché lo considera il proprio referente spirituale, ma anche la propria guida politica.

Per vincere la diffidenza, quindi, l'occidente ha davanti la sola scelta di recuperare il "timor di Dio" e compiere un salto all'indietro di qualche secolo allo scopo di restituire all'Erede di Pietro lo scettro del potere temporale perché, con tutta evidenza, quello del potere spirituale comincia ad andare stretto all'Amministratore Delegato più potente del globo.

E che convenga a tutti fare il passo del gambero lo spiega Egli stesso affermando che, in fondo, si tratta di una diffidenza che non esisterebbe se il confronto si svolgesse tra cristiani (cattolici?) e musulmani.

Se queste non fossero le parole di un Papa, ci si sarebbe potuti limitare al sorriso e ad uno scrollo di capo, ma vengono in un momento e da una sede che non permettono tanta generosità.

Che la Chiesa Cattolica sia in palese difficoltà è cosa nota, specialmente in Germania, ma non pensavo che lo fosse al punto da lanciare una campagna evangelizzatrice fondata sul ricatto e sulla paura.

E' vero, sono metodi di comunicazione non nuovi e ampiamente sperimentati, ma oggi, e messa nei termini in cui pone la questione Ratzinger, il ricatto diventa ancora più odioso, specie perché fornisce una sponda involontaria (si spera, ma resta qualche dubbio) alle argomentazioni dei fanatici del tritolo portatile.

Fa impressione, oltre tutto, che siano tacciati di cinismo coloro che credono nel valore della laicità dello Stato proprio mentre, con cinismo vero, si usa il terrore della presunta concorrenza per compattare le schiere dei fedeli.

Forse è un tentativo anacronistico, ma dice lunga sulla visione di questo Papa, disposto perfino a barattare la trascendenza dell'Inferno del giudizio divino con l'immanenza delle bombe e degli aerei dirottati in uno sforzo sovrumano di anticipare, per tutti, quello che sarebbe toccato soltanto ai peccatori incalliti.

Più che una dimostrazione di fede, ha l'aria del patto faustiano (un altro tedesco) siglato contemporaneamente per vincere la disperazione e per coronare l'ambizione al potere assoluto.

Ora, anche nell'improbabile caso in cui Benedetto XVI avesse ragione, se la soluzione della faccenda riposasse nella rinuncia alla secolarizzazione dei poteri civili, solo per questo varrebbe la pena di continuare a combattere e, ognuno nella sua piccola sfida al destino, di rischiare la pelle.

E' curioso, per concludere, che questa "sponda" venga gentilmente offerta agli elargitori di morte proprio alla vigilia dell'11 settembre. Oppure, non è semplicemente curioso, ma voluto. Per dare peso emotivo al messaggio e provare a scalfire gli animi meno refrattari, magari quelli soltanto distratti, e richiamarli nel gregge.

Spero che sia solo una pessima mossa propagandistica, mal pensata e peggio condotta. Perché, se fosse un disegno strategico, dovremmo cominciare a pensare che il nemico si annidi anche tra le nostre file.

Da laico e da agnostico, mi permetto di osservare che una "conversione" ottenuta con la paura è destinata ad una vita brevissima e ad una reazione durissima una volta che la paura sia finita. A meno che non si intenda procrastinare il terrore sine die.

Ma è un'illusione, perché le cose eterne, come Ratzinger dovrebbe sapere, sono faccende nella esclusiva disponibilità del suo Azionista di riferimento. Ed è assai pericoloso operare in contrasto con l'Azionista principale, a maggior ragione quando si intenda lanciare un'OPA ostile.

In caso di insuccesso, non vi è speranza di perdono.

(Nella foto, i nuovi locali del Parlamento) 

15
15 commenti
15
30 Ott 2006
alle 11:06

Mthrandir

Sul pregiudizio anticomunista hai ragione in pieno. Confesso di esserne vittima e ne vado ideologicamente fiero. Ciò non significa che rifiuti il confronto in base al pregiudizio: diciamo che lo rende un tantino difficile, ma non impossibile. Specie se il mio interlocutore è pronto a cambiare idea;-)
Mthrandir

14
29 Ott 2006
alle 22:17

Lixor

O forse sono io che mi sono espresso male. Cmq ripeto: ci son tanti bravi preti meritori, sia pure con le normali eccezioni. E' evidente che la Chiesa abbia un rapporto ostico con la modernità, non lo pensano solo gli anticlericali a prescindere. E' vero che da Leone XIII ha fatto molti passi avanti, anche se Papa Ratzinger sembra volerne fare qualcuno indietro. Certo che il Papa può ritenersi infallibile purché rispetti i diritti e le libertà altrui, ma come tutti. Io non sono anticlericale a prescindere, ma tu sembri avere pre-giudizi contro ogni voce comunista a prescindere.
Lixor

13
29 Ott 2006
alle 19:31

Mthrandir

MI sembrava che il tono del commento fosse quello. Magari ho avuto una percezione sbagliata. Il Papa, almeno tra i suoi, ha il diritto di credersi (o farsi ritenere) infallibile. Basta che non voglia imporlo a chi non condivide la stessa fede. Quel modo di percepire la Chiesa è così diffuso negli ambienti anticlericali a prescindere. Sulle radici della modernità non avrei mai e poi mai inteso affermare che siano comuniste. Mi fai un torto enorme solo ad averlo pensato;-)
Mthrandir

12
29 Ott 2006
alle 19:04

Lixor

Io non sono pieno di odio contro i preti anche perché tra loro ci sono tante brave persone. Ovviamente, son convinto che La Chiesa sia troppo diffidente verso tutto ciò che è moderno. Comunque, quando dico che il Papa pretende il monopolio della verità mi riferisco al Papa in generale, non a questo o quel fedele. Di quale anticlericalismo parli? Mi riferivo a un modo di percepire la Chiesa che è abbastanza diffuso. O forse no? Chiaro che L'Italia non ha il primato mondiale dell'etica. Ho anche valorizzato alcuni contributi della Chiesa alla nostra civiltà. Criticavo solo i più integralisti e reazionari. Eppoi, chi l'ha detto che la modernità è tutta comunista? Ha radici liberali!
Lixor

11
28 Ott 2006
alle 22:39

Mthrandir

Mi sembra che tu metta un po' troppa carne al fuoco e, soprattutto, che il condimento sia un anticlericalismo applicato a prescindere. Intendiamoci, non è che le mie simpatie siano proprio clericali, ma non vedo cosa ci sia di male a riconoscere le ragioni a qualcuno quando le abbia. O si dovrebbe dare i torti solo in base alla confessione religiosa? Io credo che il cattolicesimo, come ogni fede religiosa che arriva dalla rivelazione, sia un interlocutore ostico per un liberale, proprio perchè ogni sua affermazione parte dalla rivelazione della verità. Ma, anche qui, dipende dal "fedele" con cui ci si interfacci. A sproposito, quando la critica è comunista, io non sono d'accordo con la critica. A prescindere;-)
Mthrandir

10
27 Ott 2006
alle 23:51

Lixor

Intanto il Papa è infallibile solo se lo decide lui, sennò si impantana in paludi incredibili. Comunque, ricordate che la laicità è stata inventata per impedire a gente di tutte le religioni di vivere serenamente la loro vita, per contrarre matrimoni civili quando quelli delle diverse confessioni religiose sono impossibili e per con-vivere senza barriere, non per scannarsi. Il laicismo inventò la libertà di contrarre il matrimonio civile e di divorziare e la Chiesa allargò la tutela della libertà del consenso matrimoniale ben oltre la legge laica. Inoltre, mi dispiace per quei bambini che, adottati da omosessuali, son visti come i figli dei culattoni, ma non sono così sadico da rifiutare che essi omosessuali tra loro si sposino.
Comunque, se noi ci rendiamo conto che abbiamo molte ragioni ma non il monopolio, il Papa pretende di monopolizzare la verità. Noi invece possiamo dargli ragione in parte sì e in parte no.
Ma il Papa e Ruini credono che il nostro Paese sia il più morale del Continente solo perché qui hanno più potere. Avete letto che abbiamo il primato europeo non solo di mafia e corruzione, ma anche di prostitute-bambine che trovano clienti? E i matrimoni combinati, le monacature forzate, il sacerdozio per scopo economico erano i tempi migliori in assoluto? La Chiesa spaventa non tanto perché annuncia una religione e ha i mezzi per farlo, quanto perché porta l'eredità storica di tempi e sistemi oppressivi in cui i tiranni usavani i valori come pretesti. La Chiesa non sostiene molto il progresso, nè la liberazione dell'uomo, ma sembra quasi considerarli crisi di valori. Il consumismo e l'egoismo moderni sono criticati anche da socialisti, comunisti, ecologisti, ma non per questo sono antimoderni. Insomma, la liberazione dell'uomo (e, nel XX secolo tanto odiato dalla Chiesa, anche della donna) devono essere difesi sia contro le nostalgie cattoliche, sia contro l'integralismo islamico. La libertà sia per tutti, non solo per pochi prepotenti.

9
15 Set 2006
alle 10:15

baron litron

chiarissimo e condivisibile. anch'io, del resto, ho già detto di non essere d'accordo in toto col papa. il punto è proprio che certe cose sono razionalmente indimostrabili, di conseguenza ciascuno se le spiega come vuole o come può, e in ambo i modi il papato ha una certa esperienza. allo stesso tempo, noi occidentali abbiamo l'abitudine di applicare il ragioamento a tutto l'universo, comprese le questioni di fede, e in questo campo si sino raggiunti risultati sublimi e boiate strepitose, proprio per la scivolosità dei presupposti, completamente diversi da quelli derivati dall'osservazione e misurazione del mondo fisico.
quanto all'infallibilità, non lasciamoci incantare, il papa è infallibile soltanto quando parla ex cathedra su questioni dottrinali (per chi ci crede, ed inoltre qui mancano entrambe le condizioni), e comunque solo dal 1870 (chiamasi contentino, per aver perso i palazzi ad opera dei mai troppo benedetti cannoni sabaudi).
di nuovo, e a tutti quanti
baron litron

8
15 Set 2006
alle 10:03

Mthrandir

baron, come chiaramente si evince, stiamo ragionando di interpretazioni all'interno di un ragionamento. Non ne contesto lo svolgimento logico, sono basito dalle conclusioni. Che ci stanno, sempre sul piano della pura logica, e che sono anche legittime visto che si tratta del ragionamento di chi il dilemma l'ha risolto diventando "fedele". Ecco, quelle conclusioni hanno un senso in quel contesto, cioè se a condurlo è qualcuno che ha fatto una scelta di verità (la sua, si intende) e assume che, da quel punto in poi, il metodo della scienza o della ragione sia applicabile in modo universale. Chi è fuori dal circolo dei fedeli fa un po' più di fatica perchè non può partire dalle medesime verità e queste, come conseguenza, restano indimostrate e indimostrabili. Qui la ragione può quasi nulla, perchè la ragione non accetta una soluzione sulla base di un presupposto etico. Forse non mi sono espresso chiaramente, ma credo si possa almeno intuire il senso di ciò che voglio dire. Sull'Islam, e sulle sue violente tendenze, sono d'accordo, ma, ancora una volta, il punto non è tanto sulla coda di paglia di chi prima si esalta e poi chiede le scuse. Il punto è che quel riferimento, quello iniziale, non le retromarce successive, alla strumentalizzazione si prestavano meravigliosamente. Un Papa dovrebbe avere cura, quando parla o quando scrive, di evitare queste ambiguità. Anche perchè, sempre che i miei ricordi siano aggiornati, dovrebbe essere infallibile. Il chè, evidentemente, comporta degli svantaggi;-)
Mthrandir

7
15 Set 2006
alle 09:15

baron litron

Senza contare poi che gli unici a sentirsi chiamati in causa dalle parole del papa relative all'accostamento religione-violenza e alla separazione tra ragione e fede sono stati i musulmani. Questa a casa mia si chiama coda di paglia: non sono certo l'unica altra religione oltre al cristianesimo e all'ebraismo -anche se per loro tutte le altre non sono che culti pagani politeisti - , ma tra le religioni monoteiste (plurale ossimorico in sé) l'islam è sicuramente l'unica che con la ragione non ha nulla a che fare, naturalmente opinio mea.
saluti a tutti

6
15 Set 2006
alle 00:26

baron litron

per carità, non pretendevo che tu cambiassi idea, né sostenevo di essere d'accordo col benedettone nostro...
quanto ai tuoi due punti, sul primo io mi ri ferivo a questo passaggio "... Una ragione, che di fronte al divino è sorda e respinge la religione nell'ambito delle sottoculture, è incapace di inserirsi nel dialogo delle culture. E tuttavia, la moderna ragione propria delle scienze naturali, con l'intrinseco suo elemento platonico, porta in sé, come ho cercato di dimostrare, un interrogativo che la trascende insieme con le sue possibilità metodiche. Essa stessa deve semplicemente accettare la struttura razionale della materia e la corrispondenza tra il nostro spirito e le strutture razionali operanti nella natura come un dato di fatto, sul quale si basa il suo percorso metodico. Ma la domanda sul perché di questo dato di fatto esiste e deve essere affidata dalle scienze naturali ad altri livelli e modi del pensare – alla filosofia e alla teologia. Per la filosofia e, in modo diverso, per la teologia, l'ascoltare le grandi esperienze e convinzioni delle tradizioni religiose dell'umanità, specialmente quella della fede cristiana, costituisce una fonte di conoscenza; rifiutarsi ad essa significherebbe una riduzione inaccettabile del nostro ascoltare e rispondere....."
Tenendo anche conto del riferimento al platonismo (filosofia che ha giustificato tutte le aberrazioni della ragione, a cominciare dai totalitarismi), io lo trovo un ragionamento ineccepibile. Chiaro poi che il papa lo riconduca alla teolgia e alla filosofia cristiane, ci mancherebbe, ma purtroppo la sicenza e il metodo scientifico sono nati dalla filosofia greca, così come la teologia cristiana, che ci piaccia o no, noi ragioniamo tutti in base all'acettazioe o al rifiuto di quelle categorie di pensiero.
Il che ci porta diritti filati al secondo punto, dove io vedo un accenno non solo all'islam, ma anche a induismo, buddhismo, sciamanesimo, shintoismo, bhakti, e anche alle religioni pagane precristiane, dove la ragione era completamente ignorata. in pratica benito sostiene, e secondo me a ragione, ch rifiutare di applicare la ragione alla fede, ed escludere la ragione dal divino è un insulto ad entrambe, fede e ragione. Secondo me ha ragione perché "All'inizio era il Verbo", scritto in greco, si contrappone ad "All'inizio era Dio", scritto in ebraico. Lui ci crede, io in parte, molti sì e altri per niente, ma tutti gli occidentali possono capire questo postulato perché ne sono pervasi, mentre altre culture no. Il crederci, peraltro, non significa affatto che la cosa sia vera, tanto non potremo sapelo mai, almeno finché viviamo. E' esattamente una di quelle cose che la scienza non può spiegare, perché fa parte della sfera dei motivi.
Scientificamente, io posso dimostrarti che siamo pura materia, che tutte le nostre azioni sono determinate da reazioni chimiche e i nostri ragionamenti ed emozioni costituiti da scariche elettriche e ricettori.
Con altrettanta sicurezza posso dimostrare "à la buddhiste", che siamo puro spirito, perché guardando nel piccolissimo siamo composti di particelle impalpabili che girano intorno a nuclei quasi inconsistenti, il tutto sospeso nel vuoto...
Tuttavia, nessuna dei queste spiegazioni può darmi il minimo spunto sui motivi per cui esistiamo, o esiste l'universo. E la ricerca dei motivi è unicamente questione umana. E finora è stata alimentata solo da religione e filosofia, ma mai soddisfatta.
Tanto per non sperdersi nel nulla, che in fondo è ciò che ci terrorizza nel profondo.
Un saluto, e scusate la lunghezza

5
15 Set 2006
alle 00:03

Mthrandir

@ Gloria: quando si tenta di mettere una pezza, di solito si peggiorano le cose. Appunto;-)
@ baron litron: cito:
"Perché con tutta la gioia di fronte alle possibilità dell'uomo, vediamo anche le minacce che emergono da queste possibilità e dobbiamo chiederci come possiamo dominarle. Ci riusciamo solo se ragione e fede si ritrovano unite in un modo nuovo; se superiamo la limitazione autodecretata della ragione a ciò che è verificabile nell'esperimento, e dischiudiamo ad essa nuovamente tutta la sua ampiezza. In questo senso la teologia, non soltanto come disciplina storica e umano-scientifica, ma come teologia vera e propria, cioè come interrogativo sulla ragione della fede, deve avere il suo posto nell'università e nel vasto dialogo delle scienze." Quale Fede? Quale Religione? Quale Dio? Non rifaccio il percorso logico del Papa, ognuno leggerselo grazie al link che hai postato, ma i punti sono quelli. Se in tema di scienza due più due fa quattro (dimostrabile), la risposta a quelle domande non lo è. E' questione di fede, per l'appunto. Il chè significa che la "riunificazione" nel nuovo modo comporta l'attribuzione al modo di agire politico di caratteri etici. Ecco l'OPA.
Cito nuovamente:
"Ma le culture profondamente religiose del mondo vedono proprio in questa esclusione del divino dall'universalità della ragione un attacco alle loro convinzioni più intime. Una ragione, che di fronte al divino è sorda e respinge la religione nell'ambito delle sottoculture, è incapace di inserirsi nel dialogo delle culture." Il riferimento all'Islam mi sembra nemmeno troppo velato e il senso ancora meno. Ed ecco l'occasione colta al volo della sponda. Si può dissentire, ovviamente, perchè sono interpretazioni. Io non sono un genio, ma nemmeno un analfabeta. Se non c'erano nè la prima nè la seconda, allora diciamo che si è espresso male. Grazie comunque per i complimenti che ricambio. E ringrazio per il link che mi ha "costretto" a leggermi tutto il discorso. Non cambio idea e non pretendo di convincerti del contrario. Mi piace che se ne discuta;-)
Mthrandir

4
14 Set 2006
alle 23:26

baron litron

Eccellenza, non so a cosa si riferisse nel suo post sull'OPA ostile. Dopo interpretazioni e riassunti malfatti di svariati giornalisti e no, mi sono andato a leggere la trascrizione della lectio magistralis tenuta all'Università di Regensburg, uno dei quattro discorsi tenuti in Germania (http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20060912_university-regensburg_it.html).
Non ci ho vista nessuna delle istanze riportate dai media, o da te. Ho goduto della lettura di un'analisi decisamente superiore del rapporto tra fede e ragione, tra fede e scienza, tra modernità, teologia, filosofia e ragione. Appunto, magistrale. Il gran muftì di Turchia pretende che il papa chieda scusa per aver riportato le parole di un imperatore di Bisanzio (parole del resto inoppugnabili). Quello è l'unico riferimento diretto all'Islam, mentre ce n'è un altro verso la conclusione della lectio rivolto a tutte le altre religioni e alla loro sensibilità nei confronti della ragione (intesa come ragionameto "alla greca").
La lectio in sé è più o meno condivisibile, e più o meno manipolabile in proporzione all'ignoranza del manipolatore.
La lettura no è semplice, anche per lo stile essenziale adottato.
Chiaro che la maggior parte dei giornalisti non ci abbiano capito una cozza.
Questo papa comunque tutto è meno che un fesso, anzi è forse una delle menti più lucide di quest'opaco periodo.
Detto da uno che con la chiesa praticamente non ha commercio.
Ottimo il tuo blog, la più parte delle volte leggerlo fa scattare collegamenti inaspettati, ma non in questo caso, non per me.
Un saluto, baron litron

3
14 Set 2006
alle 20:22

Gloria

Ho sentito adesso il Tg. Il Papa ha cercato di fare marcia indietro il giorno dopo aver lanciato l'Opa condannando il terrorismo che si ispira a motivi religiosi e, guarda un po', ha subito ricevuto il benservito da parte di chi afferma che, con questa precisazione, il Papa "nega le motivazioni religiose di chi si fa saltare", come se questa fosse una valida giustificazione. Così il Papa ha deciso di calare le braghe e ha ri-precisato a sua volta che lui infatti ha avvertito l'Occidente di non cedere alla tentazione di disprezzare Dio...sì insomma, hai capito, ha ripetuto esattamente le stesse cose che tu hai analizzato così bene nel tuo post. Aiuto!

2
13 Set 2006
alle 12:26

Mthrandir

Wow! Vediamo se riesco a rispondere punto per punto:
1) difficile dire che l'omelia non contenesse anche un'analisi della situazione attuale. Sostenere che l'Islam ce l'ha con noi perchè trattiamo distrattamente Dio mi pare un giudizio "politico", non una constatazione da passeggiata nell'orto. Si parla di cause di un conflitto che sta facendo qualche vittima, da ambo le parti. Se voleva essere una cosa buttata lì, allora mi sembra una considerazione quanto meno imprudente;
2) sul disprezzo di Dio ci andrei cauto, si rischia di mischiare troppo le carte. Il disprezzo non lo vedo. Vedo disaffezione e indifferenza, ma di chi è la colpa? Sul dileggio, bisognerebbe essere un pochino meno drastici, specie dopo aver lavorato indefessamente per insabbiare le porcherie del clero nordamericano. Solo per citare l'ultimo caso. Fossi nel Papa, mi chiederei se disaffezione e indifferenza non sono sentimenti diffusi anche nelle gerarchie ecclesiastiche. Sarebbe interessante condurre un'indagine in questo senso;
3) la distinzione tra potere temporale e potere spirituale, Mauro, la Chiesa l'ha subita, non proposta. Oggi mi capita di leggere sul corriere che sarebbe addirittura un valore che la Chiesa sostiene dal medioevo. Un fesseria, non scherziamo. Il punto è che quel "date a Cesare" è sempre stato ritenuto accettabile fino a quando Cesare e il rappresentante di Dio in terra confluivano nella stessa persona;
4) sei troppo intelligente per non sapere che una sponda può anche essere tale in quanto da altri strumentalizzata. Infatti, è prontamente successo;
5) non era quello il punto del discorso a cui mi riferivo. Se io dico che il conflitto arriva dal nostro cinismo in materia religiosa, indirettamente ammetto le buone ragioni di chi si fa saltare in nome di valori simili, sebbene in "concorrenza". Ed è talmente vero, che il Papa ha fatto marcia indietro subito su questo punto dicendo, ieri, che il terrorismo non è giustificabile. Diciamo che si è espresso male? Ok, concesso. Mi spieghi come si coniuga la missione evangelizzatrice con il rispetto delle credenze altrui? Su questo argomento, i cattolici hanno raccolto parecchie antipatie non solo tra i muslmani, ma anche tra gli ortodossi russi (causa gli ucraini). Perchè dico che si tratta di un ricatto? Perchè se la salvezza dalle bombe sugli autobus arriva con la conversione (gli islamici dovrebbero odiarci di meno, secondo quello che ha detto il Papa), significa che l'Inferno ha traslocato dall'Aldilà e ha preso casa da queste parti. La minaccia dell'Inferno, anche in questo caso, non è una novità assoluta in tema di propaganda cattolica. Diciamo che ci vedo il tentativo di renderla un filino più concreta che in passato.
Chiudo dicendo che si, mi sono rimaste indigeste. Ma, da agnostico, alla fine le ho mandate giù senza bisogno dell'Alcaseltzer. :-D
Naturalmente, la stima prescinde dalla divergenza di opinioni.
Mthrandir

1
13 Set 2006
alle 00:35

Mauro

Ciao!
Come ho cercato di spiegarti da JCF, mi pare che tanti abbiano interpretato in maniera parziale le parole del Papa.

1) nessuna "analisi dell'attuale situazione di conflitto tra occidente e mondo arabo", ma un'omelia che era rivolta innanzitutto ai cattolici invitandoli ad essere testimoni credibili della propria fede, a non "dormire" e a non insuperbirsi. E c'è pure una tirata d'orecchi a certi vescovi tedeschi che si preoccupano più di "progetti sociali" come una qualsiasi ONG che di fare il proprio mestiere, cioé diffondere la Buona Novella.

2) agli occidentali non si rimprovera l'emancipazione dall'influenza divina, ma quel diffuso "disprezzo di Dio" e quel "cinismo che considera il dileggio del sacro un diritto della libertà ed eleva l’utilità a supremo criterio morale". E negare questa tendenza è arduo.

3) nessun accenno a Dio come "guida politica", Nessuna nostalgia "del potere temporale". E cosa ci azzecca la "rinuncia alla secolarizzazione dei poteri civili"?
Benedetto XVI ha ben presente la distinzione tra Dio e Cesare, non ti preoccupare. Ma laicità non significa che lo Stato deve rappresentare solo gli atei o gli agnostici. Anche i credenti possono contribuire con i propri valori al bene comune. Soprattutto con i valori alla base del della tradizione cristiana, che sono valori "laici" (distinzione tra stato e chiesa, rispetto della vita umana, libertà individuale, ecc.) non solo precetti della dottrina cattolica.

4) Anche l'accusa di "fare da sponda" ai fondamentalisti è debole. Il Papa ha fatto un discorso globale riferendosi alla sensibilità delle "popolazioni dell'Africa e dell'Asia" che non sono tutti Arabi né tutti musulmani.
E quello che ha detto è banalmente verificabile.

5) come fai a parlare di "una campagna evangelizzatrice fondata sul ricatto e sulla paura" quando il Papa richiama tutti (in primo luogo i cristiani) al rispetto verso le credenze altrui e a proposito del cristianesimo dice:

"Questa fede non la imponiamo a nessuno. Un simile genere di proselitismo è contrario al cristianesimo. La fede può svilupparsi soltanto nella libertà. Facciamo però appello alla libertà degli uomini di aprirsi a Dio, di cercarlo, di prestargli ascolto."

Un Papa fa un inno alla libertà e alla ragione, rivolge un appello accorato (invece dello stereotipo che prevede solo "ordini indiscutibili" o "scomuniche") e viene fatto passare per uno che vuole cancellare le libertà moderne, o addirittura lo si accusa di essere un oscurantista che si vuole alleare al fanatismo islamico. Boooh!?

Forse le parole del Papa non le hai digerite bene... un'indigestione? ;-)
Ricambiando la stima, ti saluto, e buona notte.

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