Argomenti sparsi visti con gli occhi di "uno di destra"
Sulla vicenda dell'inchiesta delle Iene se ne son sentite di tutti i colori: chi grida alla censura, chi difende la sospensione della messa in onda del servizio, chi minimizza e chi vorrebbe una bella epurazione per farci vedere quanto sono puliti.
Il solito baccano su una faccenda che si conosce da tempo e che non aveva bisogno dell'inchiesta di Italia Uno per essere dimostrata: bastava leggere la finanziaria per capire quanto la droga sia diffusa nelle stanze dei capoclan nostrani.
Ciononostante, qualcuno non riesce ad evitare la tentazione di strafare e si lancia in pericolose dichiarazioni che, lungi dall'essere risolutive, non fanno che alimentare il sospetto che tutti quanti siamo nelle mani di persone in equilibrio instabile.
Ha cominciato Casini, prima denunciando l'indecenza dell'indagine e l'inattendibilità dei test, poi esibendosi in una retromarcia clamorosa fino all'esame del sangue obbligatorio.
Abbiamo il diritto di sapere - dice lui - se i destinatari del nostro voto sono personaggi devastati dalla cocaina. Casini dimentica che noi, ultimamente, abbiamo scelto poco o nulla visto che le liste dei candidati le hanno fatte nelle segreterie di partito. Se tanto ci tenevano, potevano farli allora questi benedetti test e ci saremmo risparmiati questa indecorosa sceneggiata.
Nella speranza di fare cosa gradita al piccolo leader dell'UDC, consiglierei (pro futuro) di sottoporre a verifica anche il casellario giudiziario dei candidati nonché il personale giardinetto di interessi
economici di chi ambisca a dare il suo meritorio contributo alle fortune dell'intero Paese.
Ma sono le seconde linee, troppo spesso relegate nell'ombra, a dare il meglio senza distinzione di fronte politico: la pochezza è clamorosamente bipartisan.
Cominciamo dalla CdL che, per bocca di Stefania Craxi, lascia trasparire una certa propensione all'atto di fede. Secondo tanta figlia:
''In Italia bisognerebbe tornare ad avere rispetto per le istituzioni, insegnando questo valore soprattutto ai giovani. Basta dunque con questa stampa irrispettosa e dissacrante, che non ha rispetto per le istituzioni"
Ma tu pensa? Il rispetto per le Istituzioni bisogna insegnarlo a scuola e dire le cose come stanno sarebbe dissacrante e irrispettoso. Bel ribaltamento di prospettiva secondo il quale non sono coloro che si drogano a mancare di rispetto a chi li ha eletti, ma gli elettori e la stampa poco propensi a farsi i cazzi propri. La prima da spedire in laboratorio l'abbiamo scovata.
Ma, siccome certe cretinerie si muovono volentieri in coppia, dall'Ulivo si alza forte la voce di tale Marilina Intrieri (ma chi è?) la quale non trova di meglio che riesumare il concetto liberale della libertà dell'individuo per affermare che:
‘'Il privato va lasciato al privato. Il taglio è scandalistico. Queste cose vanno lasciate alla sfera privata delle persone, non può e non devono interessare le istituzioni. Le libertà vanno sempre garantite. Sta poi ai parlamentari rispondere eticamente all'incarico che è stato loro affidato dagli elettori".
Accidenti! Le Istituzioni, quindi, non devono interessarsi del fatto che i suoi rappresentanti ricorrano a coca e marijuana per combattere lo stress della vita moderna. Sono scelte personali e, come tali, vanno rispettate. Ma se viene considerato un comportamento illegale guidare un'auto sotto l'effetto di stupefacenti, perché sarebbe legale guidarci un Paese? Poi, scusate un secondo, se anche il consumo personale si potesse considerare legale, da chi la comprano la "roba"? Questo argomento un minimo di rilevanza ce l'avrebbe perché lo spaccio legale non è. Quindi i rappresentanti dei cittadini, come minimo, sono responsabili di favoreggiamento. Qui è difficile parlare di tutela della libertà personale.
A completare il quadretto arriva Dorina Bianchi (altra Carneade) che non prova nessun disagio nel rilasciare alla stampa questa bella dichiarazione:
"Non ho nulla in contrario alla proposta di Casini, ma mi sembra che quella delle ‘Iene' sia stata una trovata ingannevole per fare spettacolo. Se è vero infatti che l'uso di cocaina è illegale anche per un parlamentare, è anche vero che bisognerebbe andare a verificare se ci sono abusi di questo tipo all'interno delle categorie professionali. E allora si veda negli ospedali se ci sono medici che fanno uso di stupefacenti, e poi vano 'tamponati' tassisti, piloti di aereo e via dicendo. Oggi c'è un problema consistente di chi fa uso di droga, soprattutto tra i giovanissimi. Restringere il discorso ai deputati mi sembra riduttivo. E in ogni caso non si affronta una questione seria in maniera spettacolare".
Mi sfugge, ma ho lo svantaggio di non fare uso di sostanze tanto di moda a Palazzo, quale sarebbe la giustificazione. Se si droga un medico, allora vuol dire che può farlo anche un parlamentare? Cioè, due comportamenti illegali ne fanno uno legale? Perché, signora Bianchi, parla di "restringere" ai soli parlamentari? Qui non si restringe niente, si sta parlando esattamente di loro, anzi di voi, senza voler ridurre alcunché.
Di fronte a queste prese di posizione, vorrei dichiarare pubblicamente che sarei propenso ad esentare i parlamentari dal test antidroga a patto di poterlo sostituire con uno di intelligenza.
@ Gloria: intendevo sottolineare quanto hai scritto tu stessa nelle ultime righe (ossignore, ho scritto righe) del tuo commento. E' quel senso di costante autoassoluzione, scioccamente argomentata, che infastidisce;-)
@ Wiener: è la reazione scomposta dei ragazzini beccati con le mani nella marmellata. Non elegantissima, direi;-)
Mthrandir
Il test non ha alcun valore e quindi mi sembra sia una discussione inutile, male hanno fatto i politici a darle importanza. Anche considerando l'età media del nostro parlamento, non posso credere che siano un esercito di cocainomani (chi si droga a una certa età non arriva, per me) E' vero però che le reazioni scomposte dei nostri governanti fanno impressione. Mi fanno sospettare che prendano certe sostanze più del test presuntivo delle Iene (ma meno della finanziaria;-).
Ma vedi, se tu mi dici questo, non posso fare altro che dire: no, la droga manda in pappa il cervello e quindi i politici in primis devono dare il buon esempio e non assumerla.
Però, a essere sincera, del politico che si fuma la canna me ne frego abbastanza. Sai perfettamente che chi emana le leggi ragiona in virtù di interessi e criteri ben precisi che applica lucidamente e coscientemente, quindi non credo che se anche avessimo un Parlamento di salutisti astemi casti e che non hanno mai preso droga in vita loro, il risultato del loro governare sarebbe molto diverso.
Mi spaventa invece tantissimo pensare che molti medici lo fanno. Quando ho letto di un primario cardiochirurgo che ammetteva candidamente su un quotidiano nazionale che lui faceva abitualmente uso di cocaina mi sono venuti i sudori freddi...ma come, ti affido la mia vita, tu mi apri e mi tagli e mi cuci e magari sei sotto l'effetto di sostanze poco chiare? A questo punto non resta che raccomandarsi all'Altissimo Onnipotente pregando che vada tutto bene, sempre sperando che certe sostanze non siano di casa anche nell'alto dei cieli (è una battuta, lo dico per l'Opus dei).
Sul fatto che dia fastidio questa sorta di auto-assoluzione che si legge chiaramente tra le righe degli articoli che hai riportato, hai ragione. Ma non mi stupisce più di tanto.
Gloria, scusami, ma non credo che il punto stia in questa osservazione. Il punto è: posto che drogarsi non fa curriculum per nessuno (siamo buoni), è legittimo pretendere da chi vuole rappresentare la cittadinanza regole di comportamento un tantino più strette? Secondo: ma uno che si droga (e non sappiamo quanto), è sufficientemente equilibrato per influire su decisioni che riguardano un Paese? Ecco, queste sono le domande. Le risposte ognuno se le dia per quello che pensa;-)
Mthrandir
Mth, cerchiamo di andare oltre (ma non troppo, non mi permetterei mai!) quello che hai scritto nel post. E' chiaro che il servizio delle iene, per quanto io non lo trovi nobile nel fine e corretto nel metodo, voleva semplicemente dimostrare che c'è molta ipocrisia e facile moralismo intorno a un argomento come la droga. Magari tra quei 16 "tamponati" c'era qualche deputato ferocemente proibizionista? Non lo sapremo mai.
@ Gloria: Dorina Bianchi ciurla nel manico perchè non vale affermare che, siccome lo fanno tutti, allora va bene lo stesso. E' un alibi bello e buono. Il fatto che anche altri consumino è un altro problema, non quello posto dal servizio delle Iene. Troppo comodo cavarsela sempre così;-)
@ Antonio: per me va bene. Si sentano liberi di drogarsi, ma non dimentichino che, una volta eletti, non sono più e solo privati cittadini. Il confine della decenza sta esattamente lì;-)
@ Giorgio: grazie;-)
@ Fabio Sommantico: beh, dopo 247 post, su uno era inevitabile trovarsi d'accordo. Non è granchè, ma è un inizio. Grazie per l'outing;-)
@ periclitor: qui non si discute di ipotetiche legalizzazioni future, ma di ciò che è legale oggi. E ciò che è "opportuno". basterebbe fermarsi qui. Certo, anche la legalizzazione è un problema, ma un tantino diverso;-)
Mthrandir
cara gloria la somministrazione delle droghe da parte dello stato è una pessima idea lo stato che si occupa di far vivere u na vita da drogati ai nostri figli purchè protetti da loro mi sembra una cosa abominevole(senza offesa per te rispetto la tua idea ma sono profondamente contrario)
Trovarmi perfettamente d'accordo con un post di questo blog è un emozione per me nuova ;)
"Di fronte a queste prese di posizione, vorrei dichiarare pubblicamente che sarei propenso ad esentare i parlamentari dal test antidroga a patto di poterlo sostituire con uno di intelligenza."
Semplicemente perfetto!
Marilina Intrieri : "Le libertà vanno sempre garantite. Sta poi ai parlamentari rispondere eticamente all'incarico che è stato loro affidato dagli elettori".
Quindi un deputato deve rispondere solo "eticamente" e non penalmente per la cocaina????
Anche ai tempi di Luigi XVI esistevano molti privilegiati, e vi ricordate come finì?
Dorina Bianchi ha ragione quando dice che le Iene hanno lanciato lo "sgup" del secolo per farsi pubblicità (nell'ultima stagione il programma era in calo di ascolti). Sono anche d'accordo quando dice di fare il tampone alle varie categorie professionali, tra le quali includerei i presentatori del suddetto programma.
E' anche vero però che sull'argomento droga c'è molta ipocrisia e molto moralismo. La soluzione, a mio parere, sarebbe mettere sotto il controllo dello Stato la somministrazione delle droghe, sia leggere che pesanti. Ci sono molti buoni motivi per farlo ma non credo che la nostra classe politica si deciderà mai in tal senso.
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alle 20:48
Wiener
Ti sei perso la migliore di tutte, a cura di Giovanni Russo Spena (lui nega ma è sicuramente un tossicomane;-): "I Parlamentari hanno diritto di drogarsi come tutti gli altri cittadini". Che diamine!