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T.F.R.: Ti Frega Romano!

Mthrandir avatar Martedì 3 Ottobre 2006, 08:30 in Fatti e favole di Mthrandir

''E' stato giusto partire dalla questione della distribuzione del reddito che negli ultimi anni e' aumentato per alcuni a svantaggio di molti. Questo e' il cuore e lo spirito politico, da noi condiviso di questa manovra".

ADNKronos

Chi dice queste cose è Guglielmo Epifani, grande capo della CGIL e uno dei padri della delirante finanziaria costruita in omaggio ad uno dei valori principali del sindacato che rappresenta, cioè l'odio sociale verso la classe media intesa in senso lato.

Un odio condiviso in larghissima misura dai vertici di quell'altra associazione che dovrebbe esserne controparte, cioè Confindustria, ma che condivide con il pauperismo veterocomunista  gli obbiettivi e ne sopporta volentieri i mezzi: nei fatti, i mercati protetti e gli oligopoli sono solo l'altra faccia di un sistema sociale che si ispira all'egualitarismo indiscriminato. Non potendo raggiungere l'eguaglianza nella ricchezza, si punta ad un'eguaglianza molto più facilmente realizzabile nella povertà. Se qualcuno avesse ancora dubbi, provi ad immaginare quale possa essere il contrasto tra chi desidera concentrazioni estreme e chi, da sempre, lavora per l'appiattimento in basso del lavoro dipendente a scapito delle classi di mezzo.

Stavolta, però, grazie alla fortunata combinazione di eventi che gli hanno servito su un piatto d'argento un potere di condizionamento smisurato nei confronti del governo, Epifani c'è andato con la mano pesantissima. Al punto che anche i suoi complici confindustriali non hanno potuto evitare di far trapelare il malumore per il colpo di mano sul TFR.

Del resto, i corderi di montezemolo lo sgambetto se lo sono ampiamente meritato ed è il minimo che possa accadere quando si frequentano certe compagnie: c'è da scommettere che quello che accadde a Vicenza non resterà un caso isolato di contestazione e che la frattura tra piccoli e medi imprenditori e i grandi oligopolisti si trasformerà in una voragine.

Ciò che allarma maggiormente, però, oltre ai deliri economici e fiscali dei firmatari della "bozza", è che la scrittura delle regole sia nelle mani di personaggi che non sono legittimati a farlo. Epifani non è stato eletto in Parlamento ed è uno che rappresenta soltanto una lobby di potere, come dimostrano le sue stesse parole: se parla di "spirito politico", allora è assolutamente indispensabile che costui renda le dimissioni dal ruolo che ricopre e si candidi in regolari elezioni come accadrebbe in una democrazia vera, non in una di carta come questa.

 Epifani, però, è solo uno dei pilastri sui quali i sinistri vanno fondando un disegno molto più ampio che trova nella finanziaria interessanti indicazioni, ancorché di massima. La CGIL può tenere a bada abbastanza facilmente le amebe dipendenti raccontando loro un sacco di balle sul TFR e, di conseguenza, farsi garante del successo dell'operazione di scippo convincendo la base che la destinazione all'INPS sia cosa buona e giusta. Ma questa fase è solo la premessa, perché il business vero sta a valle. Se Epifani può dare garanzie di pace sociale, allora la seconda fase diventa un gioco da ragazzi: l'INPS che finanzia opere pubbliche distribuirà valanghe di quattrini ai soliti noti, su tutti alle cooperative di costruzione, le quali, guarda caso, sono organiche alla maggioranza di governo. E saranno grate ai loro partiti di riferimento nei modi che tutti possono immaginare.

Tanto per chiarire, il capitale di rischio lo mettono gli utili idioti e i profitti li fanno gli amici degli amici, con l'aggravante che le aziende che pagano lo stipendio agli utili idioti di cui sopra saranno costrette a provare la strada del finanziamento bancario con annesso aggravio degli oneri finanziari e peggioramento della solidità patrimoniale. Già sono scarsamente capitalizzate, figuriamoci dopo questa bella iniziativa. Qualcuno chiuderà, qualcun altro proverà a resistere e qualcuno diventerà un boccone ancora più facile da addentare per chi vorrà servirsi. Anche perché i tassi di interesse in rialzo rendono conveniente allo Stato andare a prendere i soldi dove costano meno, cioè in tasca alla gente. I maggiori oneri che avrebbe dovuto pagare lo Stato per raccogliere fondi sul mercato finanziario, quindi, saranno indirettamente trasferiti alle imprese e le medio piccole, con questa semplice operazione, si saranno ampiamente bevuto il ridicolo vantaggio del cuneo fiscale.

Il tutto a costo zero e con la complicità indiretta di chi avrebbe moltissime ragioni per mettersi di traverso a questo piano. Anzi, qualcuno già assapora l'elemosina del taglio del cuneo fiscale aspettandosi chissà quali aumenti in busta paga e si farà gabbare da chi è già pronto a consolarlo dicendogli che poco, in fondo, è meglio di niente. Il niente arriverà in futuro perché, visto che questi sono orbi solo perché si rifiutano di vedere, il prelievo odierno e costante di una quota rilevante del TFR (65% dell'accantonamento annuo) significa creare un problema enorme domani dal momento che la destinazione di queste risorse è totalmente fuori bersaglio e che il tipo di investimento a cui saranno dedicate (opere pubbliche) dà un ritorno che non è misurabile in termini esclusivamente finanziari. E, un giorno, qualcuno quel TFR dovrà restituirlo, forse. L'unico modo sarà quello di metterlo a carico della collettività con nuove imposte. Amen.

In meno di cinque mesi la sinistra ha messo le basi per un tale vorticoso giro di quattrini (concentrato nel proprio "ecosistema") che, al confronto, Berlusconi scenderà nella classifica dei grandi mali del mondo e dovrà accontentarsi di essere ricordato come un misero ladro di pollame.

Ma ci sono un altro paio di cose buffe.

Qualcuno ricorda le polemiche sul decreto Maroni, poi accantonato, sulla faccenda del TFR? Allora questi affaristi senza vergogna attaccarono sostenendo che si voleva dare il TFR alle Compagnie di Assicurazione berlusconiane è andarono alla carica ripetendo il solito refrain del Cavaliere Nero che tutto controlla. Che fosse una strumentalizzazione bella e buona non fu nemmeno difficile da dimostrare, ma la gente si nutre di pregiudizi ideologici e dei conti se ne frega. Benissimo, il "redde rationem" li troverà pronti nella posizione classica, con la faccia rivolta al pavimento e le chiappe al vento.

La seconda è che l'opposizione continua ad avere le mani semilegate grazie alla fattiva collaborazione degli elettori di sinistra-centro che, ogni giorno di più, sembrano in preda alla sindrome di Stoccolma.

E' chiaro che appena Berlusconi dovesse alzare la cresta e protestare fermamente contro questo scempio, la DisUnione si troverebbe in mano un bell'aiuto al ricompattamento in nome dell'antiberlusconismo. E i suoi elettori seguirebbero come docili pecorelle.

Non c'è che dire: il piano è notevole ed ha pure grandi possibilità di riuscita. Poi, domani, si vada pure a frignare quando comunicheranno che soldi non ce ne sono. Quel giorno, quasi certamente, non ci sarà più l'odiato Berlusconi a cui dare la colpa.

Ma si può stare tranquilli, qualcosa si inventeranno.

(Nella foto, la finanziaria) 

7
7 commenti
7
04 Ott 2006
alle 19:34

Mthrandir

Sono sicuro che lo vedrò. Le orme del "cinese" sono ben visibili e tracciano la strada verso la gloria;-)
Mthrandir

6
03 Ott 2006
alle 23:09

John Christian Falkenberg

Epifani candidato? Lo vedrai, non preoccuparti, nello stesso collegio sicuro in cui si eleggono i Trentin ed i Violante in questa rediviva Camera delle Corporazioni. La classe dirigente sindacale e burocratica italiana ha superato a malapena il fascismo e lo Stato Corporativo, elaboreranno il lutto per il Muro fra una generazione;inutile sperare che nutrano il minimo disaigo per la rapina del TFR: in fondo,sono gli stesis che nel 1974 istituirono l'INPS come la conosciamo ora, ben spaendo che il sistema sarebb esaltato nel medio periodo

5
03 Ott 2006
alle 18:11

Mthrandir

@ Fabrizio: gli interventi sono liberi epuoi darmi del tu. Il Lei mi fa venire l'orticaria. Ho paura che di domande ne abbiano omesse parecchie. Forse perchè non potrebbero che rispondere con altre bestialità, magari peggiori. Difficle immaginare che possano fare peggio, ma mai sottovalutarli;-)
@ Gilgalad: dispiace molto anche a me che tu li abbia votati;-)
@ demetrio: grazie per i complimenti. Contro la stupidità dell'ideologia non c'è cura, ahimè;-)
@ Ron: è già tardi oggi...;-)
Mthrandir

4
03 Ott 2006
alle 16:52

Ronaldinho

Di male in peggio. Ogni giorno una nuova mazzata! è ora che questo professore dei miei stivali se ne vada a casa...
saluti
Ron

3
03 Ott 2006
alle 15:31

demetrio

Chi si pente faccia sempre un'opera buona di redenzione....occhio che la gente di sinistra che ora li critica...li voterebbe sempre e comunque, è questo il problema italiano!

Ottimo post...ma non avevo dubbi!

2
03 Ott 2006
alle 14:27

Gilgalad

Quanto sono pentito di aver votato per questi signori...

1
03 Ott 2006
alle 11:23

Fabrizio

Sono sempre più disgustato riguardo questa faccenda del TFR. Ieri sera ho avuto la (s)ventura di assitere alla trasmissione di telelombardia con ospiti Dipietro e Penati. A proposito di TFR quello che più mi ha disgustato è stato sentire questi signori affermare che il TFR sono soldi dei lavoratori e che devono rimanere nella piena disponibilità dei lavoratori (come sarà possibile se vengono assorbiti dall'INPS), quindi paragonare l'utilizzo che L'INPS farà del frutto di questa rapina (il finanziamento delle infrastrutture .... cioè il Ministero di Dipietro ... la sua nuova base di potere) cosa buona e giusta con l'utilizzo che attualmente ne fanno le aziende finanziandosi a basso costo sulle spalle dei lavoratori cosa riprovevole. Ma ancor più mi ha fatto andare in bestia è che nessuno ha chiesto a questi signori una cosa molto semplice (salvo un breve accenno da parte di un rappresentante della CGIA di Mestre) se il TFR rimane e deve rimanere nella disponibilità del lavoratore se io (Dio non voglia) dovessi avere necessità di quei soldi per motivi seri (di salute) l'INPS me li restituisce così come fà il mio datore di lavoro?
Ora non sò se questi signori al Governo arriveranno a mangiare il panettone però se mai si vuole buttarli giù il TFR (i soldi dei lavoratori) è il vero cavallo di battaglia da cavalcare.
Scusi l'intervento. Suo Fabrizio

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