Argomenti sparsi visti con gli occhi di "uno di destra"
Il ministero dell'economia e delle finanze comunica che, presumibilmente entro la fine dell'anno, metterà un annuncio su Secondamano e altri giornali specializzati per vedere se là fuori ci fosse qualcuno interessato a comprare uno dei rottami di Stato.
Per ora, siamo alla scelta dei consulenti finanziari e legali (Goldman Sachs, signor Prodi?) e alla contrattazione delle parcelle che, immagino, saranno particolarmente favorevoli per tutti noi stante che si sentirà il parere del Comitato di Consulenza Globale e di Garanzia per le Privatizzazioni.
La vendita, in perfetto stile Prodi, si farà a trattativa privata, procedura sperimentata con successo in anni e anni di indimenticabile gestione dell'IRI.
In sé, pur nel legittimo sospetto che una privatizzazione affidata a Prodi non sia esattamente collocata nelle mani più sicure, ci sarebbe da battere le mani per la decisione se non fosse che:
"Coerentemente con la decisione del Governo di trasferire ai privati il controllo di Alitalia [...] verrà richiesto ai potenziali acquirenti di presentare un dettagliato piano industriale e di vincolarsi contrattualmente con lo Stato italiano al rispetto di una serie di impegni di lock up, che saranno individuati anche tenendo conto di profili di interesse generale; tra questi, a titolo esemplificativo: adeguata offerta dei servizi e copertura del territorio; livelli occupazionali; mantenimento dell'identità nazionale della società, del suo logo e del suo marchio."
E qui spunta il marchio di fabbrica dei privatizzatori della domenica, cioè l'immancabile riferimento agli interessi di carattere generale.
I quali, bene inteso, sono stati considerati tali dal venditore, cioè lo Stato, perché il mantenimento dell'identità nazionale, del marchio, del logo e della pletora di dipendenti è interesse particolare dell'azienda (e dei dipendenti della stessa), mica nazionale.
Non è difficile immaginare il futuro del Paese anche senza una compagnia di bandiera che perde quantità industriali di denaro ogni volta che uno dei suoi aerei si stacca da terra o che licenzia qualche migliaio di personaggi parcheggiati da quelle parti dal politicante di turno. E, ad essere proprio onesti, si fa fatica a comprendere come si possa chiamare cessione al privato un qualcosa che lo vincoli contrattualmente allo Stato al rispetto di una serie di parametri, anzi di impegni di lock up che fa più fino, che nulla hanno a che fare con l'efficienza o l'efficacia del servizio reso.
In queste condizioni, cioè quando si pretende di vendere la macchina con dentro l'autista e il giardiniere, non si potrà pretendere un granché sul prezzo oppure, e non sarebbe una novità, c'è da aspettarsi che oltre a macchina, autista e giardiniere si aggiunga al pacchetto anche qualcosa di più goloso, magari qualche aiutino o qualche sconticino fiscale o entrambi.
Diversamente, per dirla con Casini, bisogna sperare nei Baluba.
Caro Kod. E' scientificamente provato che l'omofobia è una forma di malattia mentale che porta la persona affetta, con forme latenti di omosessualità, a denigrare il suo stato attuale.
Kod, diciamo che il concetto di fondo è chiaro e condivisibile, ma permettimi qualche riserva sulle argomentazioni;-)
@ gianfalco e LucianoMollea: il concorde pungerà pochino, ma Prdoi ha un debole per i cugini d'oltralpe. L'ipotesi è assai poco peregrina, sempre che non torni in pista De Bendetti...;-)
Mthrandir
gianfalco, se quello è il Concorde ormai punge un po' pochino dopo i casini che son successi qualche anno fa...
Bisognerebbe farla fallire Alitalia come diceva Maroni.
Non vedo nessuna controindicazione.
Innanzi tutto si liberalizzerebbe una gran quantità di figa costretta a fare avanti indietro asserragliata e stipata negli aereomobili oppure relegata in terra a girarsi i pollici.
Per gli stiuart (scusate la pronuncia) non vedo problemi tanto il 90% sono ricchioni e non sottraggono figa dal mercato e comunque mo facciamo pure i pacs così non devono più sposarsi nello scalo ad amsterdam.
Io potrei se colto da bisogno urgente comodamente raggiungere i cessi senza dover superare le 72 hostess e stewert che intasano i corridoi.
Inoltre, vivendo io a Roma ed essendo probabile il ridimensionamento dello scalo Fiumicino potrei avere meno turisti terroristi tra le palle per le vie della mia città ad ingrassare i commercianti e gli osti anche se i polacchi i romeni e i milanesi continuerebbero ad arrivare in pulmann o macchina.
Ti riconosco la primigenitura, ma non l'avevo colpevolmente letto. Alla fine, è consolante sapere che non si è soli;-)
Mthrandir
Sembra che abbiamo fatto due post quasi gemelli, a venti minuti di distanza ;)
Non posso che concordare.
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alle 16:04
Mthrandir
Ho tagliato i doppi per evitare ridondanze. Mi scuso. Non so se certe argomentazioni nascondano uno stato latente di omosessualità. Nel caso, sarebbe irrilevante di fronte ad una più banale ed inutile volgarità.;-)
Mthrandir