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Dic 0614

Errori tattici ed errori strategici

Pubblicato da Mthrandir alle 14:06 in Fatti e favole


Romano Prodi riesce a dire enormi sciocchezze anche quando fa autocritica. Ieri, nel tentativo di evitare i prossimi fischi che lo attendono ovunque deciderà di recarsi, ha ammesso di avere commesso qualche errore tattico, ma che, tutto sommato, la finanziaria è giusta.

In sostanza, si rimprovera bonariamente qualche caduta di stile, qualche indelicatezza nella gestione dei rapporti con le "parti sociali" e niente di più.

Tra le indelicatezze ci ha messo sia la decisione di donare il TFR dei dipendenti all'INPS sia quella di aver concesso troppo spazio ai sindacati. Però, come ripete spesso, tra cinque anni capiremo il suo pensiero rivoluzionario e ci godremo il nuovo Bengodi che si sta preparando a dispetto delle nostre proteste.

Prendiamo atto nella consapevolezza che da situazioni psicologicamente delicate si esce, quando si esce, al prezzo di una grande fatica e di una ancor più lunga riflessione: per le prossime settimane sentiremo le stesse identiche frasi susseguirsi durante le celebrazioni catartiche che Prodi in persona officerà nel Paese.

Partendo dalle parole del Professore, quindi, possiamo cominciare a dire che quando si scrisse che questa finanziaria l'avevano "pensata" Visco ed Epifani passando per berluscones duri e puri eravamo più vicini al bersaglio dei nostri lettori-giudici. 

Non è una gran consolazione, ma è qualcosa. Oggi ci aggiungo qualche altro acido pensierino perché sentire Prodi che parla di errori tattici provoca autentici travasi di bile.

Gli errori di questa finanziaria sono strategici, cioè di quelli da matita blu.

Il primo, a mio parere, è l'eccessivo ricorso allo strumento fiscale perché aumentare la pressione fiscale riduce la crescita dell'economia. Hanno rimproverato a Berlusconi tassi di crescita ridicoli (in parte a ragione) e, nel momento in cui potevano contare su un accenno di ripresa, questi sciagurati ci si sono avventati contro per contenerla invece di lasciarla andare al massimo possibile. Probabilmente l'anno venturo incasseranno bene, ma pagheremo questa scelta nel medio termine con la rinuncia ad un'opportunità: tanto, trattandosi di "opportunità", nessuno ci farà caso perché in pochi conteranno i quattrini che avrebbero potuto avere in tasca e che non avranno.

Il secondo, che arriva dritto dalla visione dirigista che Prodi ha nel DNA combinata con la sua convinzione che il sistema economico italiano sia quello che lui vorrebbe e non quello che è. Nella capoccia di questo docente fallito, l'Italia è un paese dove il modello comune e vincente è la grande impresa da 1.000 dipendenti. Eppure, gli basterebbe una semplice lettura dei numeri per sapere che, sul totale dei dipendenti, solo il 12,5% lavora in aziende di quella dimensione (che sono poco meno di 600 su oltre quattro milioni di imprese).

Per questo continua a fare le simulazioni a tavolino con Montezemolo e la CGIL pensando che siano conti che rappresentino il Paese: certe cose le può capire solo chi soffra della stessa patologia. Il risultato, se ci si aggiunge un pizzico di integralismo concesso a Rifondazione o al PDCI, è il piano quinquennale di sovietica memoria e non è un caso che per capirne la portata e gli effetti il richiamo sia al lustro. 

Se il Paese è diverso da quello che fa bella mostra di sé nelle ipotesi deliranti del grande statista, peggio per il Paese.

Qui apro un inciso, brevissimo, solo per sottolineare che questo approccio è seguito da molti appartenenti allo schieramento opposto che, in fatto di miopia, non sono da meno.

Terzo, la spesa pubblica. Sarà anche un errore tattico, ma come afferma anche lavoce.info, la finanziaria di Prodi si è preoccupata di finanziare un aumento di spesa e non di risanare un bilancio. E' lo stesso ragionamento che fanno le famiglie con le carte revolving grazie alle quali gonfiano i loro debiti futuri per pagare i consumi presenti. Lo scippo del TFR è sostanzialmente una manovra di questo tipo. Naturalmente sono pronte le obbiezioni di chi è pronto a controbattere che anche il governo Berlusconi non ci sia andato leggero con la spesa. Ma è un'obbiezione idiota perché giustificare uno che sbaglia con l'esempio di un errore uguale significa avallare due fesserie, non compensarle. Anzi, a ben guardare, è più grave l'azione di chi ripete l'errore, soprattutto dopo averlo rimproverato per mesi ai suoi avversari. E, se qualcuno ha dubbi, si chieda se l'assunzione di 300.000 precari sia una manovra che va nella direzione dello sviluppo oppure sia una delle solite operazioni borboniche di acquisto del consenso.

Da ultimo, e sempre in tema di errori tattici, parliamo anche dei presunti difetti di comunicazione. Ma come si può pretendere di far capire alla gente quello che si ha in testa di fare se si cambia idea ogni giorno? Questa finanziaria passa al Senato con emendamento che contiene 1.400 commi (cioè 1.400 differenze rispetto a quello approvato alla Camera) quando già alla Camera l'originale era stato emendato nella stessa misura. Siamo alla release tremila.zero, un record che farebbe invidia a Microsoft, e manca l'ultimo passaggio parlamentare.

La verità è che la gente non ha capito una cippa dei contenuti, ma sa bene che sulla strategia non c'è niente da capire per il semplice fatto che una strategia Prodi non ce l'ha.

A meno di non voler considerare strategico l'obbiettivo di tenere le chiappe su una poltrona che gli va troppo larga. E ora mi scuso per la lunghezza di questo post e saluto i lettori che devo andare ad organizzare la claque.

 

(Nella foto, obbiettivi strategici)

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Commenti

1. Jakala, Giovedì 14 Dicembre 2006 ore 18:06

Consideriamo i presunti esperti economici all'interno del governo:
-Prodi viene dall'IRI,
-TPS dalla BCE quindi forte impulso al controllo della moneta,
-Visco beh...si sa la sua idea sul controllo fiscale,
-Amato che in genere segue le idee prodotte da ItalianiEuropei

insomma la finanziaria rispetta la cultura di chi l'ha ideata, gli emendamenti servono sia per il classico assalto alla diligenza sia per correggere gli errori ideologici della manovra.

2. Mthrandir, Giovedì 14 Dicembre 2006 ore 22:13

Si, gli emendamenti servono soprattutto per l'assalto alla diligenza;-)
Mthrandir

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