Pietro Ichino svela la ricetta del Pd contro il precariato. Tutti assunti a tempo indeterminato
Pubblicato da Tiziano Scolari alle 01:01 in Campagna elettorale
Assunzione a tempo indeterminato per tutti, 6 mesi di prova, articolo 18 contro i licenziamenti senza giusta causa ma per i licenziamenti "strategici" indennizzo economico che cresce con l'anzianità all'interno dell'azienda e sistema bonus male per le aziende.
Finalmente scopriamo qual è la ricetta concreta del Pd per risolvere quella che Veltroni definisce una piaga sociale: il precariato. Ce lo spiega Pietro Ichino, docente di diritto del lavoro e in caso di vittoria del Pd probabile ministro del lavoro.
Il professor Ichino sembra aver trovato la quadratura del cerchio: quando spiega la sua riforma trova l'accordo di giovani e industriali.
Gli unici detrattori ? I sindacati, i cui associati non verrebbero però toccati, la riforma riguarderebbe infatti solo i nuovi assunti, soprattutto gli under 30 e gli over 50. Ultima cosa, sarebbe una riforma a costo zero, almeno per i primi tempi.
Che ne pensate delle proposte del professor Ichino ?
P.s. Il video di Ichino sul futuro di Malpensa potete vederlo qui.






1. Loud, Domenica 20 Aprile 2008 ore 22:24
per comodità si commenta con l’estratto di un articolo tratto dal mio blog, a cui si rimanda per l’approfondimento.
IL PRECARIATO NON ABITA IN ITALIA
(…) Quando la politica parla tanto di precariato, strumentalizza un problema concreto ma non dalle dimensioni così ampie come invece pare sempre di capire.
La ricerca condotta dall’Università di Modena e Reggio Emilia per conto di Randstad Italia (Agenzia per il lavoro) lo dimostra: il 77,4% degli italiani ha un contratto a tempo indenterminato, contro il 7,2% di interinale. Il Co.Co.Pro. è ridotto all’1,1% e altrettanto marginali sono le altre forme di contratto flessibile.
[Cfr. il Resto del Carlino, 02/04/2008, p. 5]
(…)
La soluzione? Non è toccare la normativa, ma favorire la vigilanza sul territorio. Abolendo però, in questa ipotesi, la certificazione dei contratti (ottimo strumento poco praticato) perché altrimenti nemmeno gli Ispettori potrebbero vanificare l’applicazione di quei contratti “certificati” e l’unica strada, per il lavoratore, sarebbe composta dalla via giudiziaria, …la più tortuosa.
Luca Lodi
2. gianna, Lunedì 21 Aprile 2008 ore 20:22
Mah: 77,4 + 7,2 + 1,1 = 84,7 , e per arrivare a 100?
E poi, non bisognerebbe forse fare il conto della percentuale dei precari tra gli assunti degli ultimi anni? perchè è logico che in un'azienda con molti dipendenti sopra i 35 anni la percentuale di indeterminati sia molto alta. E' ovvio, è gente assunta quando uno trovava il posto di lavoro per tutta una vita. Ma guardiamo quante persone che vanno ogni anno in pensione, magari "rottamati" qualche anno prima di averne il diritto, vengono poi sostituiti da personale a tempo indeterminato. Poco niente. La stragrande maggioranza vengono sostituiti da contratti a tempo determinato, e chi sostiene che questo non è vero evidentemente o non è inserito in una realtà lavorativa, o lavora fuori dall'Italia o vuol far credere lucciole per lanterne.
E' mai possibile che i cittadini debbano essere sempre presi per i fondelli? Essere fregati va bene, ma pretendere che facciamo finta di non accorgercene o di esserne contenti mi pare un po' troppo!