23 Maggio 1992: la mafia uccide Falcone. Ecco chi oggi combatte la mafia
Pubblicato da Tiziano Scolari alle 07:00 in Mafie e Rifiuti
Convinciamoci che siamo dei cadaveri che camminano.
Si conclude così la bellissima e durissima intervista di Sposini a Borsellino. L'ultima intervista di Borsellino, in cui il magistrato ricorda l'amico Giovanni Falcone, ammazzato dalla mafia poco tempo prima. Falcone fu ucciso il 23 Maggio del 1992 e meno di 4 mesi dopo moriva anche Borsellino, il 19 Luglio. Perchè ? Perchè combattevano la mafia, perchè erano scomodi e davano fastidio ai potenti, politici compresi.
Siamo cadaveri che camminano. Ora Falcone e Borsellino sono degli eroi ed oggi ci sarà la solita sfilata di politici che si riempiranno la bocca con i loro nomi. In quei giorni invece quegli uomini erano soli, abbandonati. In prima fila a combattere una battaglia mortale contro la mafia e con nessuno dietro di loro.
Mi piacerebbe che questo anniversario non passasse invano. Mi piacerebbe che i tanti che oggi, non vent'anni fa, ma oggi combattono la mafia non fossero lasciati soli. Questo post è per loro, per segnalarvi alcune delle realtà che ogni giorno sono esposte in prima linea in quella che ancora oggi è un battaglia mortale.
Partiamo dal ricordo. Libera si occupa di riutilizzare in maniera sociale i beni confiscati alla mafia e si occupa di fare educazione contro la mafia. Dicevamo il ricordo, qui potete trovare l'elenco di tutti i nomi dei morti ammazzati dalle molte mafie che infettano questo nostro paese.
Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità. Uno degli strumenti che la mafia utilizza per finanziarsi e per mantenere il suo costante dominio è il pizzo, la tassa da pagare se si vuole avere un'attività e non subire ritorsioni. Gli uomini di addio pizzo e dell'associazione di Libero Grassi combattono contro la mafia e proprio contro il pizzo.
E adesso ammazzateci tutti ! è il nome del movimento anti-'ndrangheta sorto su iniziativa spontanea dei giovani a Locri negli ultimi mesi del 2005, all'indomani dell'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno. La salvezza verrà dai ragazzi ?
Infine non posso dimenticare Roberto Saviano che ci ha regalato una visione limpida della Camorra, ci ha fatto entrare in territori inesplorati e nascosti, pagando personalmente.
Giusto un paio di considerazioni finali.
Chi pensa che la mafia alla fine non sia un problema può leggere questo: L'Ndrangheta fattura il 3% del Pil. Soldi e vite rubati a tutti noi.
Infine ritorno al video con cui ho aperto il post. Giusto per rispondere a quanti attaccano certi giudici e pm che vanno in televisione a farsi intervistare. L'ha fatto Borsellino ed è un'eroe. Perchè se lo fanno la Forleo o De Magistris bisogna condanarli. In certe occasioni solo un po' di visibilità ti salva dalla morte.
Oppure vogliamo continuare a pensare che la morte trasformi un giudice rompicoglioni in un'eroe ?
Tag: ammazzateci tutti, borsellino, camorra, falcone, mafia, Ndrangheta, pizzo, saviano







1. gianna, Lunedì 26 Maggio 2008 ore 20:27
Nel 1992, quando ho visto l'intervista a Borsellino ho pensato, ingenuamente, che proprio il rendersi così visibile, il denunciare così apertamente la propria paura e la mafia, proprio questo atteggiamento avrebbe salvato Borsellino e quelli come lui da morte certa. Il vederlo in televisione , seduto su un divano, mentre parlava in maniera così terribilmente tranquilla della sua vita da blindato mi dava l'illusione che fosse tutto come in un film, che finita l'intervista Borsellino si sarebbe svestito dei panni del "cadavere che cammina" e sarebbe tornato ad una vita normale. Sappiamo invece tutti cosa è successo, eppure, ogni volta che un magistrato denuncia l'isolamento a cui è condannato stentiamo a crederci, lo accusiamo di protagonismo, di voglia di mostrarsi. E quel che è più grave è che proprio il potere politico, proprio quei vertici che dovrebbero difenderlo e potrebbero salvarlo, sono i primi ad abbandonarlo. Che pena vedere una donna "con le palle" come la Forleo parlare della sua paura, delle macchine che seguono lei e i suoi cari, di una vita privata da ogni più semplice piacere. E dopo questo vedere come le venga stroncata ogni possibilità di continuare a lavorare, a lottare per quello in cui crede.
Che pena sapere che Gomorra è stato premiato a Cannes ma che il suo autore deve nascondersi nell'ombra, che neppure riesce a trovare casa perchè gli abitanti del quartiere ritengono la sua vicinanza troppo pericolosa. Gli eroi in Italia ci sono, purtroppo vengono riconosciuti tali solo dopo morti.