L'Italia torna al nucleare. Sogno, incubo o realtà ?
Pubblicato da Tiziano Scolari alle 17:15 in Ambiente e Salute
Sul nucleare avevo già scritto quanto tempo fa, le mie idee potete leggerle qui e qui.
Ieri Scajola ci ha annunciato che finalmente l'Italia torna al nucleare. Fa niente se non siamo capaci neppure di gestire i rifiuti normali, figurati le scorie nucleari.
Fa niente se saranno 11 le centrali nucleari chiuse, nel mondo, entro il 2009 e nel periodo 2008-2012 la produzione addizionale di elettricità solare ed eolica sarà almeno 4 volte superiore rispetto al contributo del nucleare. Non sono parole mie ma di Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, associazione di imprese e associazioni ambientaliste che puntano a fare del protocollo di Kyoto una opportunità. A livello mondiale i paesi scelgono sempre di più eolico e solare, e sempre meno l'energia nucleare.
Il premio Nobel Carlo Rubbia boccia nettamente la scelta nucleare: è valida solo in un'ottica di medio/lungo periodo e non fa diminuire il costo del'energia.
Certo che qualche dubbio sentendo le parole di Scajola vengono anche a me, non solo a Legambiente che sottolinea come la costruzione di nuove centrali presenta un problema di costi: l'esecutivo dovrebbe chiarire dove pensa di recuperare i soldi per realizzare gli impianti. Per esempio: il primo e finora unico reattore nucleare commissionato nell'Europa occidentale dopo Cernobyl, quello finlandese sull'isola di Olkiluoto, ha già sforato il budget di spesa previsto del 35%.
Scajola poi parla di centrali di "nuova generazione" si intende la quarta generazione, che sono però ancora in una fase embrionale. Se tutto va bene impianti di questo tipo saranno disponibili tra 20-25 anni. Per non parlare della difficoltà di scegliere dove collocarle.
Anche qui, non riusciamo ad aprire una discarica o a costruire un'inceneritore, figurati costruire una centrale nucleare.
Smettiamola di finanziare i petrolieri con i soldi destinati alle energie alternative, soldi, che se va avanti così, andranno anche a finanziare anche le nuove centrali nucleari.
Tag: energie alternative, Kyoto club, nucleare, petrolio, rubia, scajola, solare






1. Sabina da Rotterdam, Venerdì 23 Maggio 2008 ore 09:55
Oltre a tutte le ragioni per cui il nucleare é una kazzata c'é anche un'altra cosa che mi lascia veramente senza parole: nel 1987 gli italiani, tramite un referendum, hanno SCELTO di rinunciare all'energia nucleare.
Oggi, 21 anni dopo, il GOVERNO ha deciso di ignorare totalmente i desideri dei cittadini ritornare al nucleare.
E i media? Giustificano la scelta fatta dagli italiani 20 anni fa attribuendola all' "onda emotiva dell'incidente di Chernobyl". E certo.
Io all'epoca non potevo votare, ma sembrerebbe normale che prima di ritornare al nucleare si faccia un referendum per chiedere agli italiani cosa ne pensano, adesso che l' "onda emotiva" dovrebbe essere passata. Ma questo sarebbe normale in un paese democratico. Quindi non in Italia.
2. Giulio, Venerdì 23 Maggio 2008 ore 10:53
I referendum vanno bene per argomenti eticamente sensibili, non per questioni tecniche come quelle legate al nucleare. Gli italiani non sanno cosa sia il nucleare (c'e' ancora chi vaneggia e dice - testualmente - "si al nucleare, ma solo se si tratta di fusione fredda"!!) e ogni decisione in merito presa da chi non sa nulla di fisica sarebbe una colossale ca**ta. Decisioni in materie simili dovrebbero essere prese da esperti del settore (esperti veri, non nani e ballerine). Non lasciate a quelli stessi ambientalisti da salotto che credono che la zanzara tigre sia una mutazione della zanzara "comune" dovuta all'uso di prodotti chimici nelle coltivazioni (ho sentito veramente dei verdi dire stupidaggini del genere).
3. tiziano, Venerdì 23 Maggio 2008 ore 11:00
Bravo Giulio e allora io mi chiedo: perchè se Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, dice che costruire nuove centrali nucleari oggi è sostanzialmente una cazzata, antieconomico, non gli si da ascolto ? Beh, certo, poi le sue immense centrali solari basate sull'idea degli specchi di Archimede gliele fanno fare in Spagna, non in Italia.
4. fperson, Venerdì 23 Maggio 2008 ore 12:35
Ascoltavo a radio 24 il Prof. Clo' che poneva il problema in termini economici e non ecologici. Secondo lui non è economico mettere in cantiere oggi centrali nucleari, come dimostra il fatto che sono rarissimi gli impianti costruiti negli ultimi 20 anni in paesi ad economia di mercato. Il motivo va ricercato nella circostanza che una centrale nucleare comporta un massivo investimento di capitali tale da non poter essere correttamente remunerato. Ne consegue che nessuna società che risponda alle logiche di un libero mercato ha convenienza ad affrontare un tale impegno finanziario.
Sempre secondo il Prof. Clo' quasi tutte le centrali oggi attive sono state costruite oltre 20 anni orsono e sono state realizzate solo grazie a massicci contributi statali a fondo perduto.
5. L'Occidentale, Venerdì 23 Maggio 2008 ore 15:37
Indubbiamente interessanti le considerazioni anche di ordine economico fatte nei precedenti due post.
Vorrei quindi segnalare all'autore del post e a quelli dei commenti, allo scopo di fornire ulteriori elementi di discussione, un pezzo, pubblicato sul nostro quotidiano L'Occidentale.it, che difende la posizione diametralmente opposta.
Chi avesse voglia di confrontarsi con tale opinione può leggere e/o commentare qui l'articolo.
6. fperson, Sabato 24 Maggio 2008 ore 00:31
l'occidentale scrive che votò si al referendum una minoranza degli aventi diritto, poco più del 40%. Mi sembra un modo molto ambiguo di presentare la realtà. Seguendo un ragionamento di questo tipo si dovrebbe concludere che il centro-destra è sostenuto da una minoranza ancora più esigua (il 38% degli aventi diritto).
Mai risultato fu più chiaro: per il primo dei 3 referendum la partecipazione fu del 65,1% degli aventi diritto. L'86,7% dei votanti espresse un voto valido. L'80,1% dei voti validi fu a favore del sì.
A titolo di cronaca aggiungo che votai contro mentre si può supporre che l'on. Berlusconi abbia votato a favore per compiacere gli amici socialisti che avevano indetto quel referendum.
Non ho pregiudiziziali anti-nucleari o pro-nucleari. Sono decisamente contro chi ieri ha fatto chiudere le centrali ed oggi ne propone la costruzione di nuove. Il tutto con un immenso spreco di denaro pubblico.
7. pinzino, Sabato 24 Maggio 2008 ore 11:53
Come al solito in Italia, l'importante é spendere soldi (i nostri) poi si vedrà.. e l'Italia (paese del sole, non dell'atomo) avrà comunque la sua bella centrale nuclerare, chiudendo le porte al solare, eolico e a l'altra forma di energia alternativa... il risparmio.
8. Giuseppe, Giovedì 29 Maggio 2008 ore 14:14
Abbiamo ancora dei "cervelloni" in Italia. Mi riferisco al ricercatore abruzzese , il Professore Cardone che ha ottenuto dal cloruro di ferro, poche centinaia di grammi, adoperando un processo ad ultrasuoni, energia nucleare equivalente a diversi chili di uranio. L'energia prodotta è stata di altissima qualità e le scorie sono residui di ferro, assolutamente prive di radioattività. Adesso spetta al governo per far superare la fase di sperimentazione, per utilizzare la scoperta. Chi sa se arriveremo a sfruttare tale idea concreta e sperimentata?Qualche lobby ci metterà i bastoni fra le ruote? Giuseppe.