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G8 di Genova: 15 condannati per la macelleria messicana di Bolzaneto. Giustizia solo a metà ?

Tiziano Scolari avatar Martedì 15 Luglio 2008, 11:03 in Diritti violati di Tiziano Scolari

Dopo solo 7 anni, un record per la giustizia italiana, arriviamo ad un primo giudizio per i fattacci di Genova, quelli che il vicequestore dell'epoca definì una macelleria messicana, rimangiandosi al processo quando aveva già detto e ammettendo che il capo della polizia dell'epoca, Gianni De Gennaro, gli aveva fatto forti pressioni per campbiare la sua versione dei fatti.

Ma tant'è, la corte ha emesso un verdetto. Cosa dice ? La corte emette 15 condanne e 30 assoluzioni. La condanna più pesante, cinque anni, ad Antonio Biagio Gugliotta, ispettore delle Guardie penitenziarie, che aveva la responsabilità della caserma di Bolzaneto. Gli altri condannati sono Alessandro Perugini, all'epoca numero due della Digos di Genova, il funzionario di polizia con il grado più alto nella struttura, e l'ispettore Anna Poggi, rispettivamente a 2 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno. Gli altri condannati a pene più lievi, ma comunque nessuno andrà in prigione.  I reati contestati saranno infatti tutti prescritti nel 2009, ma le eventuali condanne consentiranno alle parti civili di chiedere un risarcimento.

Tempo fa scrivevo che con la sentenza saremmo forse arrivati alla verità sui fatti di Genova, anche se si trattava di una verità che arrivava troppo tardi. Ora penso invece che la verità, se è arrivata, ci è stata detta solo a metà. 

Oggi Corriere titola: Non ci fu tortura dentro la caserma peccato che il reato di tortura non è contemplato nel nostro ordinamento e quindi il pm ha dovuto trovare uno stratagemma chiedendo per i vertici l'art.323 (abuso d'ufficio) oltre alla violazione della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali, abuso d'autorita' nei confronti di persone arrestate o detenute, minacce, ingiurie, lesioni.

Giustamente Repubblica parla invece di una giustizia fatta solo a metà, perchè in quel Luglio del 2001 per un giorno e una notte la libertà e il diritto si fermarono. 

Invece la soluzione è stata trovata al solito modo, all'Italiana. I veri vertici, De Gennaro in primis (allora capo della polizia) sono stati tolti dal loro posto e messi in un altro altrettanto prestigioso, come dire, non posso lasciarti lì perchè non sei totalmente pulito, ma neppure ti condanno. Facciamo passare la nottata e poi vediamo, le cose si risolveranno da sole.

Chi è stato ritenuto colpevole non pagherà, perchè ormai in prigione ci vanno solo extracomunitari e spacciatori.

Ma il risvolto più amaro della faccenda, a mio avviso, è che a 7 anni di distanza quella che è stata una delle pagine più brutte della nostra storia recente, la faccenda è già scolorita nel ricordo, dimenticata. Di quei ragazzi pestati a sangue in una caserma solo perchè volevano manifestare in modo pacifico che un altro mondo era possibile non frega più niente a nessuno. 

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18 Lug 2008
alle 13:03

francesco

mi chiedo perchè il risarcimento deve essere a carico dei ministeri e non dei singoli responsabili che sicuramente non hanno agito come avrebbero a dolo: se così restano le cose di fatto questi danni li pagheremo noi cittadini: mi chiedo sei i ministeri cui è posto l'onore risarcitorio intendono rivolgersi alla corte dei Conti per rilvalersi per quanto possibile su chi si è macchiato di tanta infamità. del resto tante volte persino per reati colposi e non dolosi le strutture condannate hanno fatto azione di rivalsa sui singoli responsabili (per esempio in ospedale) per cui a maggior ragione dovrebbe essere doveroso un intervento della corte dei Conti per dei reati dolosi.

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