Argomenti sparsi visti con gli occhi di "uno di destra"
Da ieri mattina e fino a Sabato prossimo sarò all'Aquila, anzi a Cansatessa, l'unica tendopoli gestita dagli scout dell'Agesci (con il prezioso aiuto della Caritas).
Ovviamente da qui potrò scrivere poco, perchè in tendopoli è difficile avere picchetti e cordino per montare i teli che servono per far ombra alle tende, figuratevi se ci si può dedicare a internet, ma mi farò le idee un po' più chiare sulla situazione, sui sentimenti della gente che ha subito il terremoto e sulle promesse fatte da Berlusconi.
Vi racconterò.
Dipende come fai le cose. io a chi me lo chiede dico che nella vita faccio il giornalista. Qui ovviamente qui al 99% faccio altro e ti assicuro che la gente non si sta lamentando del mio servizio, anzi.
Ciao, ho da fare
x vol: no, non ho capito, e nemmeno tu. Forse l'unica cosa da capire è che non esiste solo un modo di fare volontariato, che l'importante è farlo in buona fede, secondo le proprie possibilità e capacità ed avere l'umiltà di capire che non sempre il nostro modo di agire è il solo possibile e il più giusto.
E poi, non pensi che se qualcuno avesse voluto sfruttare la situazione l'avrebbe fatto mesi fà, quando la notizia terremoto "tirava" e non adesso, quando ormai parlare ed aiutare i terremotati è diventato fuori moda?
Negli ultimi mesi in televisione ho visto solo immagini di ricostruzione, di operai che mettono in sicurezza le zone dove devono passare i grandi della terra, di gente che fà la fila per visitare i luoghi del G8. Invece qui vedo che Onna è ancora una città di macerie e di distruzione, e se ad informarmi è un giornalista-volontario o un volontario-giornalista, mi sta molto bene.
Buon volontariato a tutti.
Gianna, non hai capito.
E' difficile da spiegare, bisogna viverlo.
Ovviamente la frase era : forse se si fossero rimboccati un po' le maniche anche loro ,avrebbero evitato di fare domande del tipo " ma come si sente, cosa prova in questo momento"
Ho sempre pensato che il volontariato fosse una cosa bellissima e ho sempre guardato con ammirazione a tutte quelle persone che dedicano il loro tempo agli altri e che magari, invece di spaparazzarsi in riva al mare, passano una settimana della loro vita in una tendopoli. E questo a prescindere dalla professione di queste persone, anzi, pensavo che proprio il fatto che si trovino a convivere esperienze e professionalità diverse rendesse migliore l'intervento. Imparo invece qui che il volontario è una specie a parte,e che se una persona nella vita fà il giornalista farebbe meglio, invece di aiutare gli altri, a farsi gli affari propri. A questa stregua, se ad una giornalista capitasse di imbattersi in un atto di violenza, sarebbe meglio si girasse dall'altra parte e facesse finta di non aver visto niente. Perchè, si sà, altrimenti potrebbe poi sfruttare il fatto e trasformarsi in sciacallo.
MA FATEMI IL PIACERE!!!!! Mi risulta che nei giorni seguenti al terremoto, quei giornalisti dementi che sfruttavano la situazione e che rompevano con le loro domande idiote, non fossero lì a fare i volontari, ma a fare il loro lavoro e basta. Forse se si fossero rimboccati un po' le maniche anche " ma come si sente, cosa prova in questo momento"? Poi, si sà, in tutte le professioni ci sono gli idioti.
x " un volontario" : ho visitato il sito 3e32.com . Cito testuale:
Fare della rete internet la struttura portante, ma non esclusiva, per l'informazione e la partecipazione degli abitanti alla ricostruzione..........tutta l'informazione possibile e prima possibile, senza limitazioni: NON C'E' PARTECIPAZIONE SENZA INFORMAZIONE.
E secondo te un volontario che è anche giornalista non dovrebbe poter scrivere di quello che ha vissuto in prima persona? Vogliamo smetterla di vedere la malafede in tutto e in tutti?
Io invece sono d'accordo, i volontari devono andrare ad aiutare la gente, non a sfruttare la loro posizione come osservatori privilegiati.
I giornalisti non possono entrare nelle tendopoli.
La gente non li vuole. Chi ha passato un po' di tempo con loro lo sa bene.
Se volete conoscere quello che pensano rivolgetevi direttamente a loro, ad esempio qui: www.3e32.com
Si parte con le migliori intenzioni e si finisce per diventare sciacalli alla StudioAperto.
P.s. Per chiarezza. Sono qui per fare il volontario per il 99% del tempo. Ma ho sempre 2 occhi per guardare e una testa per pensare e a volte 5 minuti liberi per scrivere.
Mi sfugge il motivo per cui un giornalista non sarebbe libero di dedicare una settimana del suo tempo a fare del volontariato e poi di scrivere dell'esperienza vissuta...mah...qualcuno me lo può spegare?
in quale punto del testo è segnato che va a fare il volontario? non l'ho trovato
O fai il volontario, o fai il giornalista.
Tutte e due insieme sembri Bruno Vespa.
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alle 10:16
Barbara Innamorati
Forse questo è il punto: che se fai il giornalista all'1% alla fine hai solo un punto di vista superficiale della situazione che stai tentando di capire. Ti ho lasciato un commento sul tuo pezzo. Mi sono un po' dilungata, ti chiedo scusa anche qui...