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L'Aquila, Piazza d'Armi. Il cuore politico del terremoto diviso in serie A e serie B

Tiziano Scolari avatar Martedì 4 Agosto 2009, 14:00 in Un blogger all'Aquila di Tiziano Scolari
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Una pista d'atletica con all'interno centinaia di tende. All'ingresso una sbarra rossa e bianca come quelle che chiudono i parcheggi, solo che questa è completamente di legno ed è stata costruita dagli alpini. Ai lati della pista, invece, tutto attorno alle tende, decine di associazioni e servizi: gli scout, la Caritas, gli psicologi, le mense, la biblioteca, la protezione civile, i bagni, i vigili del fuoco, la polizia che fa da presidio con la camionetta.

Questa è piazza D'Armi, una delle più grandi tendopoli dell'Aquila con le sue mille e cento persone ospitate.

Con questo e con i prossimi post vorrei provare a raccontarvi, per quel poco che posso averne capito, cosa sia Piazza D'Armi, le cose belle che sono state organizzate nella tendopoli (come ad esempio Piazza D'Armi on line) e i mille problemi che una tendopoli di queste dimensioni (e di questa importanza, anche dal punto di vista politico/mediatico) purtroppo ha.

Oggi iniziamo con le due parti della tendopoli, la parte A e la parte B.

Prima però due parole per spiegare cosa sia Piazza D'Armi e quale sia il suo reale valore. Il terremoto è avvenuto alle 3.32 del 6 Aprile. Il Tg1 delle 20.00 del 6 Aprile apre con David Sassoli che conduce il telegiornale in diretta da Piazza D'Armi. Se Onna è stata la città della completa distruzione, Piazza D'Armi ha invece ricoperto, anche mediaticamente, il ruolo di centro del terremoto. Piazza D'Armi come simbolo per il terremoto che aveva colpito tutta la città.

Subito dopo il terremoto le persone sono state alloggiate nelle tende disposte all'interno della pista d'atletica e tantissime associazioni si sono inserite nella tendopoli per dare una mano. In quelle ore serviva tutto, ma essere a Piazza D'Armi voleva anche dire essere un'associazione importante, riconosciuta, che "serve". In parte questa dimensione che potremmo definire "politica" e di immagine è rimasta anche oggi.

Il problema è che a un certo punto le tende non sono più bastate e dalla pista di atletica si è iniziato ad occupare il campo da calcio. Quello che appare oggi è questo: una parte della tendopoli, il lato A, con tanti servizi e poi una rete di ferro verde e dall'altra parte, nel lato B, ancora tante tende ma nessun servizio. Aggiungete che le tende che si trovano in questa seconda parte sono occupate soprattutto da persone anziane e da extra comunitari. 

Il risultato, almeno dal punto di vista dell'immagine, è quella di una tendopoli divisa in persone di classe A e altre di classe B. Fortunatamente anche le molte associazioni che gestiscono la tendopoli (e che si riuniscono più volte al giorno per ragionare su come migliorare la vita dei terremotati) si sono accorti di questa situazione e stanno cercando di spostare alcuni dei servizi nella zona B.

(continua...)

P.s. La fotografia che apre il post è tratta da Piazza D'Armi on line

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